Abolire l’Irap si, ma non a spese del Sud

“La crisi economica – ha sostenuto questa mattina Pippo Callipo, candidato alla Presidenza della Regione, parlando con un gruppo di imprenditori della provincia di Vibo Valentia – è il problema prioritario del Paese, ma nel tentativo di conciliare rigore e sviluppo, dobbiamo fare attenzione a che non si penalizzi ancora una volta il Sud. L’errore da evitare è che lo Stato accontenti questa o quella corporazione, secondo la pressione che su di esso si è in grado di esercitare….

….Abolire, più o meno, l’Irap per dare una risposta alle giuste rivendicazioni degli artigiani e dei piccoli imprenditori del Nord, non deve significare tagli di risorse al Sud. Occorre, sia agli imprenditori del Nord che del Centro e del Sud, un’uscita strategica dalla crisi che riguardi l’intero Paese e non una sua parte. Il taglio dell’Irap a spese del Sud, invece, sarebbe una risposta profondamente sbagliata ad un problema grave. Figurarsi se un imprenditore quale io sono non è d’accordo ad abolire, tutta o in parte, quest’imposta. Ma se per farlo s’intendesse mettere mano, ancora una volta, ai fondi destinati al Mezzogiorno insieme a quelli ottenuti con lo Scudo fiscale, sarebbe un’ingiustizia. Su questo ed altri punti, a mio avviso decisivi, il Sud deve trovare il modo di farsi ascoltare dal Governo. Qui sembra chiaro, ormai, che la parte ricca del Paese, che ha oggettive difficoltà, intende risolvere i suoi problemi non all’interno di politiche pubbliche organiche, che tengano conto della generalità dei problemi, ma gettando sul lastrico il Mezzogiorno. Ormai si è capito che l’esito del dibattito estivo sul Mezzogiorno, si è tradotto non in un progetto complessivo di interventi economici per il Sud, ma soltanto in qualche slogan. Se ora l’Irap venisse abrogata ai danni del Sud, ed assorbendo il tesoretto dello Scudo fiscale, si andrebbe avanti nell’incauta politica secondo cui soltanto una parte del Paese è degna d’attenzione, mentre la parte svantaggiata è da lasciare al suo destino, fatto non solo di emarginazione economica ma anche di emergenza ambientale e di sicurezza a cui il Governo non dà risposte”.

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