La Calabria ce la può fare! Ha tutte le risorse per emergere

“La Calabria ce la può fare! Ha tutte le risorse per emergere. È come una grande dispensa, che però rimane chiusa ermeticamente, mentre in casa si muore di fame. La chiave ce l’ha nelle mani questa classe politica che da decenni tiene lontana la società civile dai Palazzi delle Istituzioni. Oggi la politica e la Calabria sono come marito e moglie divorziati che abitano nella stessa casa. Dobbiamo porre fine a questa coabitazione divenuta impossibile”….

….L’ha sostenuto l’imprenditore Pippo Callipo, candidato alla Presidenza della Regione, intervenendo a Palmi al convegno dal titolo “Legalità e sviluppo in Calabria: l’emergenza nella Piana di Gioia Tauro”, organizzato da Italia dei Valori. All’incontro hanno preso parte anche l’on. Pino Arlacchi, europarlamentare di Idv, l’on. Ignazio Messina, commissario regionale di Idv, il consigliere regionale Maurizio Feraudo, la dottoressa Giovanna La Terra e lo sportivo Antonello Saltalamacchia. “L’area portuale di Gioia Tauro – ha sostenuto Callipo riferendosi al tema dell’incontro – non è stata mai valorizzata adeguatamente. È mancata soprattutto quell’opera di marketing territoriale che avrebbe potuto farla decollare. Sono nati tantissimi capannoni, ma pochissime sono state le ricadute occupazionali, anche perché i controlli sono stati fatti a danno avvenuto, quando i “prenditori” di turno si erano arricchiti”. Callipo si è confrontato con il pubblico presente, non sottraendosi alle domande poste dagli intervenuti. “Noi dobbiamo riportare la Calabria alla normalità. Stiamo lavorando al programma, ma non facciamoci abbagliare dai programmi, quello del centrosinistra che ha vinto le elezioni nel 2005 era eccezionale, poi però è andata com’è andata: un fallimento. Occorre restituire – ha concluso – la dignità che merita a questa terra, anzitutto attraverso una nuova classe dirigente e riportare al centro dell’attenzione i bisogni dei cittadini e soprattutto, nel mezzo di una grave crisi, le esigenze delle piccole e medie imprese, che sono il nerbo dell’economia. Non si può pensare solo alla Fiat, con tutto il rispetto, il Sud ha bisogno di un piano complessivo e non di una ipotesi di banca che piace alla Lega perché è senza un euro”.

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