La riforma dello Statuto Regionale

“Ancora una volta la Regione ha perso un’occasione per mettersi in sintonia con i calabresi. Anche ieri, in Consiglio Regionale, ha fatto la cosa sbagliata…

…Sbagliato – se si considera l’emarginazione sociale della Calabria – è stato approvare l’aumento di Assessori esterni e di Sottosegretari, che vanno ad aggiungersi al numero esagerato di 50 Onorevoli e ad un’infinità di Consulenti e Direttori generali, di cui sappiamo che, ai calabresi, costano un occhio della testa ma non sappiamo cosa fanno e quanto lavorano, anche se, è certo, che non producono niente per la Calabria. La cosa giusta, ieri non fatta, sarebbe stata ridare vita alla Consulta Statutaria, ossia alla Corte Costituzionale calabrese, dato che in Calabria manca il controllo di legittimità democratica sulle leggi della Regione, le quali, specie quando si tratta di rispettare la Costituzione, non ci pensano due volte a violarla, com’è stato con la legge sulle primarie. Se lo Stato italiano avesse abrogato la Corte Costituzionale, come la Regione ha fatto con la Consulta Statutaria, a quest’ora i calabresi avrebbero una legge sulle primarie in contrasto con la democrazia. Se i calabresi potranno votare liberamente la prossima primavera, lo potranno fare grazie al fatto che sulle leggi della Calabria ci sono per fortuna dei controlli. L’eliminazione della Consulta Statutaria, assieme alla Consulta per l’Ambiente e quella per il Lavoro e l’Economia, è stata un errore come è stato spiegato da valenti esperti. Se però a ciò si è arrivati per effettuare dei risparmi, allora la politica dimostra che quando c’è da scegliere tra i fatti propri e i fatti dei calabresi, sceglie sempre i fatti propri. Sarebbe stato meglio ridurre a 40 i Consiglieri Regionali, compresi gli Assessori, e far funzionare le tre Consulte. Credo che ai calabresi sarebbe piaciuta molto di più quest’ultima soluzione”.

Pippo Callipo

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