Proposta di istituzione di una “No-tax area” in Calabria

“Una terra isolata come la Calabria, rispetto ai circuiti economici globali, che la Svimez e non una delle tante Fondazioni/Carrozzone della Regione, definisce “periferica e sempre più lontana dall’Europa e con una “situazione critica per disoccupazione, innovazione e povertà”, non può certo fare salti di gioia per le tre zone franche riconosciute a tre grandi aree della nostra regione. Certo è un risultato importante, ma è solo l’inizio. Una regione con gravi ritardi produttivi, industriali e innovativi com’è la Calabria, ha bisogno quantomeno di conseguire il risultato di “No tax area” per l’intero territorio, come giustamente asserisce il presidente della Confindustria calabrese, Umberto de Rose. Rendere conveniente il territorio per gli investitori nazionali e internazionali è l’obiettivo fondamentale per qualsiasi nuovo Governo della Regione, se davvero si vuol superare la condizione di marginalità in cui viviamo e alla quale siamo giunti a causa del combinato disposto di politiche governative nordiche, che hanno sempre favorito i “prenditori” ai veri industriali, e delle negligenze di chi ha governato la Calabria pensando che i nostri guai si risolvessero con spot, gemellaggi e patti d’amicizia.”

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