Quando si agisce uniti sui bisogni della Calabria, Roma è costretta ad ascoltarci.

“Per Catanzaro poter avere finalmente la Scuola di magistratura, dopo tanti intralci politici, è un bel successo. La lezione da trarre, da questa brutta vicenda che ha visto i calabresi subire l’ingiustizia dello scippo e il ritardo ingiustificabile nell’attribuzione di un diritto, è che nella scelta del ministro Alfano ha pesato la determinazione di tutta la politica calabrese. Pertanto, quando si agisce uniti sui bisogni della Calabria, Roma è costretta ad ascoltarci e se siamo nel giusto, come in questo caso, ad agire di conseguenza. Un ruolo importante l’hanno svolto le associazioni, espressioni della società civile, nel ribadire che dinanzi a dei punti fermi, in questo caso suggellati da una sentenza del Tar, non servono i negoziati politici, specie se lasciano intravedere trappole. Dinanzi alla sentenza che assegna a Catanzaro la Scuola di magistratura, non si capiva quale fosse l’intento del ministro Alfano che venuto in Calabria era stato folgorato da Salomone e intendeva dividerla in due, evidentemente per non fare torto a nessuno. Adesso Catanzaro ha una grande occasione per rendere possibile la nascita e lo sviluppo di un’Istituzione che le darà prestigio nel Paese ed esaltare, nello stesso tempo, il suo ruolo di capoluogo di regione”.

Pippo Callipo

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