Se i forestali non funzionano si organizzino meglio

novembre 11, 2009 in Ambiente, Comunicati

“Se la politica in Calabria è inefficiente e non è capace di utilizzare in maniera ottimale i forestali, attraverso progetti calibrati e puntuali, non si vorrà per reazione mandare a casa oltre 9 mila persone?” E’ quanto chiede Pippo Callipo, candidato alla presidenza della Regione, commentando l’articolo apparso oggi sul Corriere della Sera (pag. 26) intitolato “Calabria, ai forestali 240 milioni l’anno” in cui tra l’altro è riportata un’opinione dell’imprenditore calabrese a difesa dei forestali….

…“A me la cancellazione dalla Finanziaria dei fondi per i forestali non mi sembra una misura di razionalizzazione della spesa pubblica, ma un gesto violento contro una regione in ginocchio e dalle conseguenze imprevedibili. Porre la questione dei forestali calabresi come un caso di malcostume o di dispendio di risorse pubbliche, mi pare un modo errato di affrontare un problema che necessita di ripensamenti, ma dentro una logica di impiego redditizio dei forestali e nell’interesse generale. Altre strade, è bene che si sappia subito, non sarebbero giuste. E lo dico da imprenditore che sa bene quante risorse pubbliche siano state buttate a vuoto nel Sud nell’indifferenza dello Stato e con la complicità dei poteri economici forti del Nord. Noi però, se non vogliamo buttare insieme all’acqua sporca anche il bambino, oggi dobbiamo fare attenzione a questi ragionamenti, perché in Calabria si rischierebbe, dinanzi a un’ulteriore impoverimento, più di una guerra civile mediatica. La Calabria ha boschi straordinari sottoutilizzati, da rendere vivibili dal punto di vista ambientale e naturalistico, e innumerevoli problemi idrogeologici, senza dire delle difficoltà dell’entroterra dove lo spopolamento nella misura del 40/50 per cento significa la desertificazione sociale e libero spazio d’azione alla criminalità; problemi che esigono la presenza attiva ed intraprendente anche dei forestali. Se i forestali non funzionano si organizzino meglio. Si muova lo Stato dinanzi ad una Regione che è allo sfascio, ma non si getti la croce sui lavoratori. Troppo facile scaricare le contraddizioni del sistema politico ed istituzionale che non è in grado di far funzionare quel che ha, sull’anello più debole della catena. Il Paese deve sapere che una Calabria cui sono state già sottratte ingenti risorse, che attende ancora dal Governo un piano di rilancio complessivo annunciato ad agosto dopo ampia discussione, in cui la povertà è diventata cronica e le famiglie già in difficoltà non sanno a quale santo votarsi, non può tollerare un’ulteriore massacro di risorse umane.”