Svendere i beni confiscati alle mafie: un provvedimento abberante

Lo Stato al Mezzogiorno in panne risponde con lo slogan della Banca del Sud e con regali inattesi alla mafia. Unendo i pezzi, si evince che il Governo non ha intenzioni di affrontare la nuova questione meridionale, che ha, proprio nello sviluppo economico e nella lotta alla mafia, i due capisaldi cruciali. Mettere in vendita i beni confiscati alle ‘ndrine, anziché destinarli a usi sociali, significa consentire ai mafiosi di riaverli e, di fatto, indebolire la resistenza democratica alla mafia che nel Sud è una presenza importante, grazie ad associazioni varie e imprenditori coraggiosi”….

…”Prima di chiedere ai meridionali da che parte vogliano stare, se con lo Stato o con la mafia, sia il Governo a chiarirsi le idee. Il provvedimento assunto dal Senato, non solo è aberrante, ma lancia un messaggio mortificante ai giovani meridionali che, attanagliati dall’assenza di lavoro e da uno Stato latitante, non comprendono a che gioco si stia giocando. Mi auguro che ci sia tempo per riconsiderarlo, perché non si può consentire il peggio per fare cassa. Il Mezzogiorno ha bisogno non di altri carrozzoni pubblici, ma di un sistema bancario competitivo, che sia disponibile a esaminare la fondatezza delle proposte d’impresa e finanziarle, anche per evitare che gli imprenditori, stretti dall’emergenza, ricorrano agli usurai. E poi ha bisogno di un contrasto alla mafia serrato e dichiarato senza incoerenze, perché la mafia nel Sud significa anzitutto sottosviluppo e bassa qualità della vita”.

Pippo Callipo

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