I tagli alla spesa servono ma vanno effettuati altrove

E’ un Paese in disordine l’Italia, in cui la mano destra non sa quel che fa la sinistra. Da un lato, si dà il via al taglio di assessori e consiglieri negli enti locali, si pronuncia il de profundis per le comunità montane, senza badare al ruolo importante svolto da molte di loro in determinate aree, ma dall’altro si consente alla Calabria, ultima regione d’Europa per Pil e qualità della vita, di portare i Consiglieri Regionali, con una riforma ad hoc dello Statuto su cui il Governo ha chiuso gli occhi, da 50 (nella scorsa legislatura erano 40) a circa 65, quando, a voler essere generosi, di Consiglieri Regionali in Calabria ne servirebbero non più di 30. Mentre gli enti locali hanno di che lamentarsi, i tagli grossi non solo non sono stati fatti, ma addirittura si lascia che la Calabria, Regione tutt’altro che virtuosa, introduca, nel suo ipertrofico apparato dai bilanci orali, la figura del Consigliere Regionale supplente, e, in una Regione allo sfascio riempita fino all’orlo di consulenti/signorsì, buoni per primarie e campagne elettorali, s’introduce la figura del Sottosegretario. Non bastavano Segretari Generali, Direttori Generali a iosa, Capigabinetto, Portavoce, Capistruttura, Consulenti ed Esperti. Tutto ciò, mentre sono state azzerate la Consulta per il Controllo delle Leggi, cui avrebbero dovuto far parte esperti di diritto, magistrati e alte personalità, la Consulta per l’Ambiente, quando la Regione lamenta il disinteresse del Governo su questo fronte assai critico, e il Comitato per la concertazione sociale”.

Pippo Callipo

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