“NAVE DEI VELENI O… GOVERNO DEI VELENI”

In Calabria c’è una grande questione ambientale irrisolta che, purtroppo, si somma, in questo periodo difficile per l’Italia, ad una questione morale che investe la politica (non solo calabrese) e soprattutto si somma ad uno scarso senso delle Istituzioni da parte di Ministri ed esponenti di primo piano della nostra Repubblica. Neanche un Ministro si è degnato di venire a vedere di persona le vergogne ambientali che abbiamo denunciato. Qui, lasciatemelo dire, il centrodestra calabrese ha rivelato tutta la sua fragilità e dipendenza da Roma, non essendo stato in grado di esercitare alcuna pressione convincente…

…Il risultato, oggi, è la paralisi rispetto a un argomento come le Navi dei veleni, che meriterebbe chiarezza e verità ed invece si vuole confinare nel dimenticatoio. Tutti ci domandiamo come possa essere concepibile un atteggiamento siffatto, io mi do due risposte: a) il Governo è debole e, attraversato da una crisi acuta che mina alle fondamenta la sua maggioranza e non solo per i guai giudiziari del suo leader, non percepisce neppure il dovere di assumersi responsabilità nette rispetto ai cittadini sul piano drammatico dell’emergenza ambientale; b) il Governo non intende ostacolare gli affari che sulla pelle dei cittadini continuano a fare trafficanti di rifiuti pericolosi in combutta con colletti bianchi corrotti e le mafie che da questi traffici ricavano ingenti risorse. La Calabria, inoltre, ha una classe politica impresentabile, quindi non ha la forza di battere i pugni sul tavolo ed organizzare una reazione democratica efficace, perciò a farne le spese siamo tutti noi cittadini. I nostri politici, specie quelli del Governo regionale, hanno una sola preoccupazione: garantirsi la continuità, pertanto stanno ben accorti a non dare fastidio a chi assume scelte scellerate a Roma. La prova, del resto, della nostra debolezza istituzionale sta nel fatto che una protesta di popolo, qual è stata quella di Amantea del 24 ottobre, è stata ignorata dal Governo, segno che il divario politica/società civile ha toccato l’apice, che le Istituzioni nazionali se ne infischiano delle proteste democratiche di tutti noi. Cosa fare dinanzi a questi ostacoli messi sulla strada della verità da forze potenti e ben organizzate? Anzitutto tenere viva la discussione e questa iniziativa va nella direzione giusta, moltiplicare le iniziative di popolo e di discussione è un dovere che dobbiamo assumerci tutti. In secondo luogo, e lo dico non per sostenere demagogicamente la mia scelta di candidarmi alla guida della Regione, occorre porsi liberamente, tutti noi, con chiarezza e coraggio, per una serie di motivi che tutti conosciamo fin troppo bene, il problema di un rapido e radicale ricambio della classe dirigente calabrese, perché, non dimentichiamolo mai, molti dei nostri affanni derivano dall’aver avuto finora una classe politica sonnacchiosa, muta, indaffarata esclusivamente a curare i propri spazi di rendita e di auto conservazione. La Calabria, questa la lezione che traggo dalle vicende ambientali che ci preoccupano, ha urgenza di avere una rappresentanza politica autorevole e credibile, onesta e decisa ad anteporre gli interessi generali a quelli privati.

Grazie…

Pippo Callipo

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