Vado avanti senza indugi per cambiare la Regione

gennaio 9, 2010 in Area Stampa, Attualità, Comunicati, Politica, Prima pagina

Non mi lascerò tirare dentro il teatrino parolaio dell’inaffidabile politica calabrese, che ha un solo obiettivo: garantirsi la continuità, forse perché molti politici, se perdessero la poltrona dopo 20 o più anni di carriere spesso immeritate, non saprebbero che cosa fare. Non è il mio caso. Per me, e per tutti coloro che sostengono il progetto di rinnovamento che presenteremo il 16 gennaio a Lamezia Terme insieme ad associazioni, esperti, cittadini e agli onorevoli De Magistris e Di Pietro, la Calabria viene prima di tutto. Il quadro dei problemi che l’affliggono è chiaro ormai a tutti. In primis: la spesa pubblica distorta e l’utilizzazione fallimentare della stessa….

…Dopo decenni di massicci finanziamenti nazionali e comunitari, il dislivello di sviluppo fra la Calabria e il resto del Paese è aumentato non diminuito. La Calabria, oggi, è la regione più povera d’Italia e quella che ha il “Pil” più basso d’Europa e se non fosse per i sacrifici delle piccole imprese, che al meglio tirano la carretta, il sistema-regione potrebbe chiudere. Secondo problema grave: la commistione politica/malaffare/criminalità. La mafia non si combatte soltanto con una repressione, che ci auguriamo sia sempre più radicale e intransigente, ma tagliando i suoi legami con la mafia della penna e la peggiore burocrazia. Ed è inutile girarci intorno: alla Calabria occorre una classe dirigente nuova, competente e motivata. Mi spiace che ancora le Istituzioni nazionali ed i vertici dei partiti non riescano a passare dalle parole ai fatti, quando trattano i problemi del Sud, dove il livello d’inquinamento della politica locale è grave e la situazione, come dimostrano la bomba contro i magistrati reggini e il caos di Rosarno in cui l’assenza della Regione è scandalosa, è al limite della tollerabilità. Mi chiedo cos’altro debba accadere, in Calabria, per fare in modo che l’Italia prenda coscienza che c’è una regione calpestata e in cui i diritti fondamentali dei cittadini sono, di fatto, sospesi. Questa è l’occasione buona non per ridare ossigeno alla vecchia politica, ma per mettere assieme il meglio della Calabria col meglio del Paese e fare, in Calabria, una rivoluzione pacifica che ridia credibilità alla Regione e ristabilisca il principio di legalità nell’amministrazione della cosa pubblica. Spesso, sempre più, la Calabria che è fuori dai Palazzi della politica reagisce e s’indigna, ma questa disponibilità non va tenuta più alla porta, e se in Italia c’è nella politica una nuova sensibilità occorre che essa venga fuori e inizi a dire parole chiare.  Per quanto mi riguarda, il gioco politico e l’inciucio non mi appartengono. Io sono dalla parte dei cittadini. Ritengo di essere un calabrese innamorato della Calabria e questa volta sono sicuro che i calabresi hanno capito qual è la posta in gioco: o la Calabria la cambiamo o, se ancora una volta dovessero prevalere la politica politicante, i cacicchi e i loro signorsì, non ci sarà futuro.

Pippo Callipo