Un abito arbereshe all’apertura della Convention: di scena la Calabria della tolleranza

Ad introdurre i lavori della Convention “Callipo Presidente. L’alba di una Calabria vincente”, è stata la dott.sa Anna Laura Orrico, esperta di politica internazionale, che ha indossato un tipico abito arbereshe (uno dei costumi tra i più caratteristici dell’intera area dell’Arbëria: sfarzoso, regale, dalle preziose stoffe di raso intessuto con filo d’oro zecchino e d’argento, con i ricami orientaleggianti che ricoprono il corpetto e con il pregevole corredo di monili d’oro antico)….
….Ecco il testo con cui è stata motivata la performance: “Nel 1468 muore l’eroe Scanderbeg e inizia la disfatta albanese. Moltissimi di loro si rifugiarono nel Regno di Napoli. La loro fede era ortodossa. In Calabria hanno sempre vissuto la loro “diversità” con orgoglio. Oggi gli arberesche, ossia gli albanesi di Calabria, sono circa 50mila. La Calabria ha dimostrato di essere capace di accogliere ed integrare. Dopo i fatti di Rosarno qualcuno ha detto: “i calabresi sono razzisti”. Non è vero! La Calabria può essere, lo è, povera, angustiata da decine di emergenze sociali, ma non è razzista. La nostra storia è storia di migrazione dolorosa e nel nostro “Dna” c’è la tolleranza e la democrazia. Questo vestito che oggi indosso è un vestito arbereshe.

L’hanno realizzato ad Acquaformosa. In questa preziosa occasione per la democrazia calabrese, vuol essere un messaggio di tolleranza e integrazione, contro la xenofobia, il razzismo e la mafia. La Calabria che il Presidente Pippo Callipo vuole, insieme a tutti noi, valorizzare, è fatta di dialogo e di trasparenza. Il nostro progetto poggia su questi fondamenti irrinunciabili. Tra quest’abito e la giornata di oggi, c’è un filo rosso molto evidente: il glorioso passato plurimillenario della Calabria, che oggi è offuscato dalla cattiva politica, chiede di non cedere alla rassegnazione ma di alzarci e guardare alla nuova alba vincente con Pippo Callipo Presidente della Regione”.

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3 pensieri su “Un abito arbereshe all’apertura della Convention: di scena la Calabria della tolleranza

  1. Giacomo Guglielmelli

    Ho salutato con favore l’ingresso del cav. Callipo in politica e credo che per molti calabresi possa costituire una reale alternativa.
    Temo però che molti camaleonti e doppiogiochisti del passato possano approfittarne, cavalcare la tigre pur di rimanere a galla e rioccupare una poltrona di qualsiasi tipo.
    Sono d’altra parte cosciente che il compromesso è insito nella politica con p minuscola e che in Calabria, nell’attuale situazione, l’integralismo morale non paga.
    Ma se uccidiamo la speranza nelle persone per bene, che cosa rimane? Solo malaffare, malcostume, delinquenza, clientelismo e corruzione. Per non parlare della rassegnazione, che è guaio forse peggiore perché porta all’immobilismo, alla non partecipazione e alla delega incondizionata.
    Io spero che i miei figli possano vedere una Calabria diversa e migliore. Dovremo avere il coraggio di chiederlo, anche con forza, anche prevedendo sconfitte e sacrifici.
    Ed ora un piccolo suggerimento per il programma elettorale: impegnarsi, in caso di vittoria, a far dichiarare la Calabria regione denucluearizzata, cioè non dfisponibile ad accogliere impianti nucleari per la produzione di energia. Infatti il piano energetico che il governo ha avviato potrebbe prevedere l’insediamento di un sito proprio nella nostra regione, anche solo di stoccaggio delle scorie radioattive, con le conseguenze che possiamo immaginare per questa nostra terra, già deturpata e fortemente inquinata.
    Questa proposta può far parte di una più complessa proposta sulla destinazione dei suoli, la salvaguardia ambientale e l’uso (non lo sfruttamento) della risorse che in Calabria non mancano, fra cui l’energia solare, eolica, delle acque.
    Auguro buon lavoro a tutti voi.
    Io sono restato in Calabria. Ma sarebbe bello che possano rientrare tutti quelli che sono stati costretti ad andarsene, specialmente i giovani. A presto. Giacomo Guglielmelli

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  2. Eugenio Critelli

    Intendo riaffermare la volontà del mio impegno per eleggere Pippo
    Callipo Presidente della Calabria.
    Il suo biglietto da visita può essere, caro De Magistris, “quelle
    composizioni in vetro di tonno, dove armonia, umiltà e bontà ripro
    pongono un vecchio detto calabrese: “nei piccoli vasi stanno pre-
    ziosi unguenti” Oggi, tutti uniti, e sarebbe un miracolo, per far-
    Lo eleggere, domani si vedranno meriti e limiti di tutti, diritti e doveri di ognuno! Con speranza Eugenio Critelli

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  3. Giacomo Guglielmelli

    Ho letto con piacere della presa di posizione del cav. Callipo sulla questione del nucleare, anche per il fatto che la nostra Regione (a differenza della Puglia,della Campania e della Basilicata che hanno votato una legge per dichiarare la non disponibilità ad accogliere impianti nucleari sul proprio territorio)non si è mossa, forse perché troppo impegnata nella ricerca di far quadrare il cerchio delle candidature.
    Anche da questo si può capire quanto i nostri politici tengano al bene e alla salute dei calabresi.
    Allora è giusto invitare il popolo a farsi protagonista del proprio futuro e a rifiutare scelte che possono solo aggravare la già difficile situazione ambientale in cui versa la nostra terra.
    Condivido perciò l’appello alla mobilitazione e a far sentire già da subito la nostra voce contro possibili occupazioni del territorio con scelte dall’alto e contro la volontà di chi in Calabria vive e vuole continuare a vivere senza l’incubo nucleare.
    In alternativa diamo la disponibilità ad accogliere proposte serie di produzione di energia da fonti non inquinanti e non pericolose (solare, eolico, biomasse,piccole centrali idroelettriche).
    Grazie per l’ospitalità e auguri di successo.
    Giacomo Guglielmelli

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