Il Consiglio dei Ministri dia risposte anche sul porto Gioia Tauro

 

Il Governo che conta di tenere una seduta del consiglio dei ministri a Reggio Calabria, non dubito che annuncerà provvedimenti per soddisfare le esigenze della magistratura in prima linea contro la criminalità e assegnare mezzi e risorse alle forze dell’ordine. Ma dia anche la risposta che serve a smentire l’affermazione di Cecilia Eckelmann Battistello (riportata oggi dalla “Stampa”). La donna più potente dello shipping, dopo aver definito gravissima la situazione di Gioia Tauro, non esclude che “se continua così il terminal possa chiudere”. Per la Calabria e l’Italia la chiusura della porta spalancata sul Mediterraneo sarebbe un disastro. Mi auguro che il Paese non voglia giocare col fuoco. Per la Calabria sarebbe la fine di un sogno e una tragedia per migliaia di lavoratori, per l’Italia un danno economico ingentissimo, perché i container che arrivano a Gioia Tauro poi sono destinati in altri scali italiani. Altro che gli slogan sul  Ponte sullo Stretto e la Banca per il Sud. Dopo anni ed anni, l’Italia non ha saputo far crescere intorno allo scalo più importante del Mediterraneo, che ridiventa centrale nella geopolitica e nell’economia, nessuna infrastruttura e nessun insediamento industriale. Insomma lo scalo di Gioia Tauro e tutta la problematica di quest’area rappresentano l’assenza di qualsivoglia strategia del Governo per il rilancio del Mezzogiorno abbandonato a se stesso. C’è da sperare che il Governo non vada via da Reggio senza rassicurare i lavoratori dello scalo, l’imprenditore e il Paese.

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