Dalla parte dei lavoratori di Gioia Tauro

Sono addolorato per quanto sta accadendo a Gioia Tauro. La colpevole sottovalutazione dei problemi del porto più importante del Mediterraneo da parte del Governo rischia di essere la miccia che farà deflagrare la polveriera sociale che è diventata la Calabria. Altro che proclami e slogan! Non capiscono, a Roma, che stanno giocando col fuoco. Qui il rischio è di consegnare la Calabria alla mafia e al sottosviluppo. E’ questo che vogliono? Non mi capacito del fatto che, dinanzi all’allarme dei sindacati e dei lavoratori, Berlusconi l’altro giorno a Reggio Calabria non sia stato informato dei rischi che corre lo scalo calabrese, che necessita di massicci investimenti e di scelte forti, come suggerisce con cognizione di causa il professor Francesco Russo dell’Università di Reggio. In verità l’altro giorno, se fosse toccato a me stare accanto del Capo del Governo a Reggio Calabria, non avrei lasciato Berlusconi andar via senza che prima assumesse un impegno per il rilancio del porto. Ci sono situazioni che, per la loro inaudita gravità, debbono spingere la politica persino a rompere il protocollo e a porre con determinazione l’urgenza di avere risposte adeguate. Adesso spero che la Calabria e il Paese si stringano intorno ai lavoratori che giustamente protestano. Noi siamo con loro.

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