Callipo: appello agli imprenditori

Il candidato alla Presidenza della Regione, Pippo Callipo, incontrando presso la sede di Confindustria Vibo gli imprenditori del Vibonese, ha lanciato un ”appello agli imprenditori calabresi”: “Via la spesa pubblica inutile. Ecco il mio slogan per una Regione che cambia per davvero. Aboliamo tutta la spesa inutile e aboliamo quegli Enti da più parti considerati inutili, direttamente o indirettamente gestiti o finanziati dalla Regione che, al momento, assorbono un’infinità di risorse ma non servono allo sviluppo. Sarebbe la prima “pratica” all’ordine del giorno della mia Giunta regionale, se i calabresi mi voteranno. Se voi amici e colleghi mi darete forza e fiducia. Abbattendo la spesa improduttiva e rilanciando l’occupazione, si può fare un investimento su alcuni importanti progetti innovativi che possano significare sviluppo produttivo….

….Se la Regione dimostra serietà, impiegando bene le risorse e facendo vedere al Paese i risultati di cui siamo capaci, altri, a iniziare dal Governo, non potranno pretendere di collocare nel nostro territorio opere faraoniche multimiliardarie che non servono al Paese e che alla Calabria rischiano di provocare uno sconvolgimento ambientale d’inaudite proporzioni. Un secco no lo dobbiamo dire ad ogni ipotesi di Centrale nucleare. La Calabria, per rivendicare sul serio autonomia e piena autodeterminazione, deve ridurre lo scarto tra produzione e consumi ed eliminare i tratti del sottosviluppo e della dipendenza economica che connotano il nostro sistema produttivo. Rappresentiamo una goccia dell’export nazionale, mentre assorbiamo una montagna di risorse nazionali e comunitarie che non sono finalizzate a irrobustire il sistema produttivo con progettualità ben individuate e di sicuro impatto occupazionale, perché oggi la politica pensa solo a come aumentare i propri clienti. Questo è l’unico obiettivo cui ha pensato in tutti questi anni. Un obiettivo che non predilige la competenza ed il merito, perché a utilizzare le risorse finanziarie con lo scopo di ampliare i voti di scambio, è sufficiente il personale del sottobosco politico che poi, a sua volta, è utilizzato largamente per finalità elettorali. Il fallimento nell’utilizzazione dei fondi comunitari – aldilà di valutazioni più o meno positive su singoli aspetti e aldilà della stessa capacità di spendere i soldi, che ha un senso se incide durevolmente nel territorio ma non ne ha alcuno se invece risulta essere a pioggia – consiste in questo: nonostante decenni di finanziamenti comunitari, la Calabria ha un divario di sviluppo rispetto alle altre regioni italiane ed europee molto amplio e non è riuscita a stringerlo. Il sovradimensionamento dell’agricoltura e la presenza nel sistema-Calabria di imprese piccolissime a cui sono precluse economie di scala, denotano la polverizzazione dell’apparato produttivo calabrese su cui occorre incidere con risolutezza. Noi abbiamo bisogno di imprese più grandi (sono poche quelle che superano i 100 dipendenti in Calabria), in grado di essere presenti nei segmenti innovativi e dinamici e aperti alla competizione nazionale ed internazionale. Questo ci rimanda non solo a investimenti pubblici che vanno dirottati in questa direzione, anziché scialacquati nel nulla, ma anche all’urgenza di rendere funzionali i contesti in cui le aziende operano e che oggi sono deboli per il deficit infrastrutturale di base, l’alto costo del danaro, la questione sicurezza. Noi sappiamo bene quanto la mafia sia pericolosa, insidiosa e ostativa per la crescita economica. Diciamo no alla mafia senza se e senza ma, denunciamo il pizzo e valutiamo positivamente le determinazioni di Confindustria, ma chiediamo, contemporaneamente, che lo Stato sia con noi, che non ci lasci soli. Lo Stato deve riprendere il monopolio della forza e il controllo del territorio. La Calabria produttiva, piccola media e grande, deve assolutamente uscire dall’isolamento e fare squadra e può riuscirci attraverso un patto serio con l’università che deve accompagnarla nei processi di ricerca scientifica e tecnologica. Io sono un imprenditore, la mia storia è nota a tutti. L’appello che io lancio ai miei colleghi, giovani o più maturi come il sottoscritto, è quello di prendere al volo l’opportunità di cambiare la Calabria che è data dalla mia candidatura alla Presidenza della Regione. Ognuno singolarmente è portato, e io lo capisco, a fare calcoli soggettivi, a puntare su ciò che già esiste e che sembra consolidato. Io però vi ricordo che niente, specie in politica, è immodificabile, abbiamo visto scenari politici mutare improvvisamente; ma sappiamo anche, e questo è il tema su cui vi raccomando una riflessione, che la Calabria non ce la farebbe a sopportare altri cinque anni di politica clientelare, di disistima del Paese, di marginalità rispetto ai grandi circuiti economici globali. Non si diventa la Somalia solo per i rifiuti tossici, argomento delicato e che per fortuna sembra essere stato scongiurato. Si può diventare la Somalia anche per l’estrema povertà di larghe fasce della popolazione, per l’erosione di affidabilità del sistema istituzionale ed economico, per l’assenza di regole e per l’alto tasso di corruzione nonché per la presenza di una criminalità invasiva e ostativa a qualsiasi forma di sviluppo. Dico questo non per fare allarmismi, ma per far capire meglio, anzitutto a me stesso, qual è il rischio che corriamo e che, se non vogliamo pentirci tra qualche mese di aver agevolato i soliti politici alla guida della nostra regione, è il tempo di fare scelte, di mettere da parte antipatie o polemiche individuali e pensare che la Calabria oggi ha bisogno del meglio dei suoi figli, e noi imprenditori sani, onesti, siamo tra i figli migliori della Calabria quelli che debbono sentire in questi momenti una responsabilità maggiore. Io non vi chiedo di votare per Callipo, sarebbe sciocco. E so bene che molti di voi lo faranno. Non è di questo che però ho bisogno, né di questo ha bisogno la Calabria. Io vi chiedo di essere con me nel percorso che ho iniziato per amore della Calabria e di sentirvi tutti voi, uno per uno Presidente della nuova Regione che intendiamo costruire”.

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Un pensiero su “Callipo: appello agli imprenditori

  1. Parizia Fulciniti

    Caro Pippo Callipo,
    va benissimo l’appello agli imprenditori ma, per vincere, sono necessari appelli quotidiani: ai giovani disillusi ai quali abbiamo rubato la bellezza della Politica. Ricorda una delle scene finali di Baaria? Il padre morente mormora: La Politica è bella! E in queste quattro parole è racchiusa la verità che spazza via tutti gli attuali ministri, segretari e sottosegretari, consiglieri e portaborse i quali credono che la politica sia UTILE. Alla categoria della bellezza, del dispendio gioioso, della fiducia, del bene comune si è sostituita la categoria dell’utilità, dell’interesse, del calcolo, del tornaconto privato; agli anziani confusi che credono la social card sia una manna dal cielo; agli ex sessantottini che si stanno inabissando nelle sabbie mobili del dubbio amletico: il voto utile!!!; )a quelli come me che in Calabria ci sono tornati con la presunzione di poter fare qualcosa; a quelli come me che sono sempre stati di sinistra ma si sono visti offrire (molti anni fa) la candidatura a sindaco da Forza Italia; a quelli come me che in Calabria ci vogliono restare e pensano di avere mente, cuore e competenze da mettere in campo per quello in cui credono. A quelli come me che la ringraziano per aver loro offerto una possibilità di VOTARE PER e non contro; a quelli che come me sono stanchi di andare alle urne tappandosi il naso.
    A tutti questi mi rivolgerò nella mia campagna quotidiana per sostenerla.

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