Rai, l’offesa è stata fatta a un cittadino

RAI, L’OFFESA E’ STATA FATTA A UN CITTADINO*

Parlo col cuore, non con parole furbe o in politichese. Vi dico perché la Rai calabrese non vedrà più Callipo mettere piede nella sua sede da candidato alla Presidenza e da Presidente, nel caso i calabresi mi concedessero l’onore di rappresentarli. Rispetto le professionalità che pure lì ci sono e sono tante, ma l’oscuramento di cui sono stato vittima mi impone una reazione adeguata. La cosa che più mi indispettisce è che l’offesa non è stata fatta a un politico. Ma ad un cittadino qualsiasi (cosi tratta i cittadini la Rai calabrese): Pippo Callipo, che non avendo potere politico, privilegi e condizionamenti da agitare, è stato ignorato. Ho visto come funziona, ancora una volta, l’arroganza del potere e, ancora una volta, sono convinto che non è più sopportabile. Me ne sono tornato ai miei impegni (tanti per fortuna) dopo ore di viaggio alla fine del quale mi è stata chiusa la porta, impedendomi di esercitare un diritto a me riconosciuto dalla legge. Un viaggio inutile, perché la direzione della Rai Calabria non ha avuto il garbo, la civiltà e la buona creanza di aspettare che un cittadino, sfidando le intemperie e l’autostrada più abbandonata del mondo, esercitasse una sua prerogativa e parlasse ai calabresi in un contraddittorio (il primo) con gli altri candidati alla Presidenza della Regione. L’aver mandato in onda un confronto tra i candidati senza di me, con tutto il rispetto per gli altri due, è stata, tra l’altro, una cosa stupida dal punto di vista dell’informazione. Fare il primo confronto senza l’unico candidato non politico che costituisce, nel bene e nel male, l’unica novità nel panorama politico calabrese, è stata un’operazione di regime. La Rai calabrese si è assunta il compito di censurare Callipo, un cittadino calabrese che non è parte della ‘casta’. Sono, infatti, convinto che se al posto mio, quel giovedì 11 marzo, quando la Calabria era nella morsa del maltempo e delle frane, si fosse trovato Scopelliti o Loiero, il confronto non sarebbe iniziato. E io credo che sarebbe stato giusto: come puoi colpevolizzare un candidato rimasto intrappolato nel traffico di un’autostrada scassate e interrotta?
La soluzione era a portata di mano (gli altri due candidati, fino a un certo punto, erano nelle mie stesse condizioni, cosi mi è stato comunicato dal giornalista che s’è premurato di chiamarmi): rinviare l’incontro o aspettare chi, non per sua scelta, stava per giungere all’appuntamento. E’ prevalsa invece l’arroganza. Hanno ragionato cosi : senza Loiero o Scopelliti avrei avuto paura ad avviare il dibattito, ma di Callipo, un calabrese qualsiasi, chi se ne infischia, al più protesterà, ma ‘noi’ all’Autorità e alla Commissione di Vigilanza siamo coperti, politicamente s’intende. E quindi è andata in onda la disinformazione. Qui non siamo soltanto dinanzi a una delle stranezze italiane. A uno dei tanti meschini attacchi alla libera informazione che va in scena in questa notte della Repubblica. E’ molto di meno e molto peggio. Siamo alla spavalderia dei comportamenti di chi sa che non pagherà mai per un torto fatto al cittadino senza santi in paradiso. Perciò penso che l’oscuramento di Callipo, messo in onda dalla Rai calabrese, sia un’oscenità, prima ancora che giornalistica, democratica e di civiltà. Violando ogni buon senso ed ogni mio diritto, i vertici della Rai calabrese hanno permesso un confronto tra due soli dei tre candidati alla Presidenza come non accadrebbe in nessun’altra regione del Paese e dell’Europa. Non mi è mai capitato, nella mia lunga vita di imprenditore (di successo come dicono i bilanci e i riconoscimenti internazionali), di ricevere un trattamento tanto sgradevole. Quasi mi riesce difficile credere che l’intelligenza delle persone, in Calabria, sia precipitata fino ad annullare a tal punto l’autonomia di pensiero, la libertà delle decisioni e il rispetto verso le persone che provano, con i loro mezzi e senza alcun sussidio pubblico, a ridare dignità alla Calabria sfidando la vecchia politica. Se la dirigenza della Rai Calabria non presta ascolto ad un candidato alla Presidenza come me, cittadino alla pari degli altri cittadini calabresi, che viaggia con la propria automobile, senza scorta, lampeggianti e sirene e che si paga da sé la benzina, mentre gli altri candidati usano le aut blu e tutti i privilegi di uno status pubblico (Presidente di Regione e Sindaco) che mischiano continuamente (ma è lecito?) con lo status di candidato, è segno che la deriva è prossima. Se questa Rai tratta cosi i cittadini e non presta ascolto quando le si dice quali sono ( ma avrebbe dovuto sapere che la Calabria quel giorno era nel fango e purtroppo non solo quel giorno) le cause oggettive del ritardo, ma nega i diritti alla pari partecipazione in un confronto previsto dalla legge, mi chiedo: ma che Calabria siamo diventati? Tutti proni, pavidi e con la testa china al servizio dei potenti ? Ciò che la Rai calabrese ha fatto a me – questa Rai specializzata in sagre, fiere e convegnistica o, come in questo periodo, a fare servizi che sono autentici spot elettorali spesso senza alcun contraddittorio – è grave, perché mette in luce la dipendenza dei suoi responsabili dalla politica e, purtroppo, da una politica che non ama la Calabria, ma che anzi la Calabria l’ha affossata. Se la dirigenza della Rai Calabria ad un candidato alla Presidenza come me che, in una giornata da tregenda, ha sfidato il maltempo, l’interruzione dell’autostrada oppone un ostinato rifiuto a garantirgli l’esercizio dei diritti, io dico che questa Calabria è messa molto male e, se stavolta non la cambiamo, è destinata a diventare terra senza legge, terreno propizio per poteri forti, connubi tra politicanti, affaristi, criminali, terra per il lobbismo più spregiudicato e da cui i nostri giovani non potranno che continuare a fuggire. Ci saranno, sull’episodio di giovedì scorso, interrogazioni parlamentari, denunce, ma non è questo il punto. Ti aspetteresti dal servizio pubblico attenzione, non complicità certo, ma senz’altro il normale rispetto dovuto alle persone che hanno idee da comunicare nell’interesse generale. E invece è prevalsa la censura. Per fortuna grazie ai media scritti ed audiovisivi privati, grazie al web e alle migliaia di persone che attraverso i social network e gli strumenti di Internet prendono parte al dibattito politico calabrese, il mio messaggio passa lo stesso e raggiunge ogni casa dei calabresi. Io non ho bisogno, per fortuna, di questa brutta Rai calabrese per parlare con i calabresi, ma non mi va giù l’essere stato trattato in questo modo. Perciò non parteciperò più a nessun confronto nella sede Rai di Cosenza, dove c’è una dirigenza che ha dimostrato di non avere equilibrio professionale, attenzione per i diritti, miei e delle migliaia e migliaia di calabresi che condividono le ragioni del mio impegno e con me provano a dare un futuro alla Calabria. Anzi, dico di più. Se dovessi diventare Presidente della Regione, non dimenticherò la pagina nera dell’informazione pubblica calabrese. La porterò invece ad esempio riprovevole e chiederò, continuamente, che di quella pagina i responsabili rendano conto. Con una chiara assunzione di responsabilità. Io non chiedo riparazioni burocratiche, che mirano a restituirmi ‘spazi’ e tempi che mi sono stati sottratti. Ciò che chiedo sono le dimissioni di chi ha sbagliato.

Pippo Callipo

* Intervento pubblicato da il Quotidiano della Calabria del 15 marzo 2010

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4 pensieri su “Rai, l’offesa è stata fatta a un cittadino

  1. Serena

    Caro Pippo,
    permettimi di dissentire.
    Non pretendere lo spazio che ti è stato sottratto è esattamente quello che si aspettano da te. Purtroppo la rete non basta, perchè in Calabria c’è una grande maggioranza che si informa guardando i TG regionali e locali.
    Esigi, invece, lo spazio negato e spiega a quei microfoni il torto subito e poi rivolgiti direttamente a quei cittadini che ancora ti confondono solo con un nome su uno scaffale.
    Raggiungi più posti che puoi, c’è una parte della Calabria completamente dimenticata. La gente ti aspetta più di quanto tu non riesca ad immaginare. Lo so che è dura, ma è l’unica strada per combattere gli apparati politici e clientelari.
    Non indietreggiare rispetto ai tuoi diritti. Non lasciare che il fango di una notte o della Calabria tutta ti oscuri.
    Ancora una volta….

    Serena Rinuncia

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  2. Raffaele Rosa

    Anch’io mi trovo d’accordo con Serena. La Rai è un’azienda pubblica, ovvero di tutti. Non possiamo lasciarla in mano di pochi. Pretendi lo spazio che ti è stato sottratto. Storicamente il ritirarsi sull’aventino non paga.

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  3. Francesco

    Egregio Sig. Callipo,
    spero possa seriamente sconvolgere l’ordine costituito che vede soccombere la nostra regione tra spartizioni e lottizazioni. Le faccio gli in bocca lupo.
    Francesco Vigna

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  4. gabriella

    Rimangono poche ore e si saprà il verdetto…
    Spero vivamente di poterla chiamare “Presidente” e che se dovesse salire in carica,una volta lassù non si dimentichi di come si “campa” quaggiù in questa Calabria!!!
    La regione sta retrocedendo spaventosamente.
    Spero che possa attuare una politica viva che la faccia avanzare.
    A partire da una corretta informazione.
    La rai di cosenza sta contribuendo a far precipitare la regione in un abisso di non conoscenza, oserei dire ignoranza, o conoscenza di comodo.
    è giunta ora di ristabilire ordine.
    In bocca al lupo.

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