L’acqua deve restare pubblica

Se sarò il Presidente della Regione aspettatevi una mia proposta sull’istituzione di una Commissione d’inchiesta sulla Sorical, costituita dai vertici amministrativi della Regione – non più in un ruolo di passacarte ma come responsabili dei procedimenti amministrativi di cui rendere conto nella maniera più trasparente ai cittadini e nel rispetto pieno della legalità – da un componente per ogni partito presente in Consiglio Regionale e dalle rappresentanze della società calabrese che hanno ruolo e titolo sul tema dell’acqua.

Sulla Sorical è stato scritto finora di tutto, e tutto è noto a tutti, molti interrogativi sono stati sollevati su diversi punti poco intelligibili, ma non mi pare che ci siano state risposte esaurienti. C’è poco da aggiungere: occorre essere “di vetro”, l’oscurità del Palazzo deve cessare, e capire come funziona il meccanismo, se non funziona, molto semplicemente, si chiude. Personalmente, sono perché l’acqua resti in mano pubblica. Sull’acqua la speculazione va messa al bando, è un bene dell’umanità, altro che un bene economico su cui lucrare profitti e cointeressenze di altro genere.

Il mercato e le sue regole rispetto all’acqua debbono stare lontani. D’altronde una bella trasmissione di Report ha ampiamente documentato il fallimento delle gestioni privatistiche e il malcontento dei cittadini. Condivido e sostengo la raccolta delle firme per il referendum abrogativo del provvedimento con cui il Governo ha privatizzato questo bene inalienabile. L’acqua deve essere gestita dal pubblico e in maniera efficiente e trasparente.

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