La cultura fa paura alla ‘Ndrangheta

Lo abbiamo già detto e lo ribadiamo: la ‘Ndrangheta sta iniziando a sentire nell’aria la volontà di cambiare realmente la situazione in Calabria; e questa presa di coscienza spaventa e toglie il respiro ai boss, che in preda alla paura di perdere “la propria vacca da mungere” mettono in atto i gesti più torbidi e le minacce più spregiudicate e vili.

I sette colpi di pistola esplosi, nella scorsa notte verso la segreteria di Cosenza del Presidente della Commissione regionale contro il fenomeno delle mafie, Salvatore Magarò, sono colpi di pistola esplosi verso tutte le case dei cittadini calabresi che quotidianamente vivono e lavorano nel rispetto delle leggi, per dare alla Calabria sviluppo e normalità.

Sono colpi di pistola scagliati contro i comuni che esibiranno nei prossimi mesi le targhe “Qui la ‘Ndrangheta non entra”; sono un’intimidazione verso cui tutta la Calabria positiva si deve schierare e fare quadrato, ignorando i colori politici, avendo in mente soltanto il fine “battere la ‘Ndrangheta”.

A Magarò non vogliamo dare semplice solidarietà, ma mostrare il vivo apprezzamento per gli atti di sostanza e i gesti culturali che sta mettendo in campo, per far radicare nei calabresi un sano sentimento che porti a battere le tentazioni mafiose. Bisogna continuare decisi su questa strada, perché la riscossa della Calabria è già iniziata.

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