Secondo Coscienza: io resto in Calabria vi racconta i candidati alle Politiche 2013 – Seconda Parte

E finalmente, eccoci con il secondo capitolo della nostra inchiesta sulle liste e sui candidati presentati in Calabria per le imminenti elezioni politiche del 24 e 25 febbraio. Un’iniziativa che si pone l’obiettivo di fornire ai cittadini di avere gli strumenti utili per un necessario “esame di coscienza” al momento del voto. Dopo aver approfondito la conoscenza della lista dei candidati del Partito Democratico, in questa seconda parte oggetto di analisi è la lista del Popolo della Libertà. Le liste del PDL, diramate soltanto l’ultimo giorno valido per la presentazione, sono il frutto di una lotta intestina al partito che ha visto nella scelta dei nomi ( e forse soltanto in questo) un unico vincitore, il Governatore della regione Calabria, Giuseppe Scopelliti...


…Una scelta che è riuscita a scontentare tutti, sia le volontà delle altre correnti interne che, purtroppo, le speranze di un vero cambiamento da parte dei cittadini calabresi. Ma vediamo nel dettaglio qual’è la classe dirigente proposta.
Alla Camera dei Deputati, la lista dei nominati ( li definiamo così perché nel PDL non hanno avuto neanche il pensiero di farle le primarie interne o di fare delle consultazioni fra gli apparati territoriali ) comincia con un trittico tutto al femminile che rappresenta, simbolicamente, un gesto di cambiamento rispetto al passato ma, andando nel dettaglio delle candidature, si scopre facilmente che non è proprio così.

IL PDL ALLA CAMERA DEI DEPUTATI:

Prima in elenco è la sempreverde, nonostante sia in procinto di farsi la sua quarta legislatura, Jole Santelli (Legislatura XIV, XV, XVI ) che, essendo stata per ben due volte sottosegretario alla Giustizia nei governi Berlusconi, ha il “merito” di aver contribuito molto nella stesura delle leggi di riforma che sono state approvate tra il 2001 ed il 2006.

La seconda in elenco è ancora una donna, ed è, apparentemente, quell’asso nella manica rappresentativo del cambio generazionale presentato dal governatore, ossia Rosanna Scopelliti, figlia del magistrato Antonino ucciso dalla mafia nel 1991 che, raggiunta la notorietà prevalentemente attraverso la fondazione dedicata al padre ed al ruolo datogli nel movimento “ammazzateci tutti”, ha dimostrato di non essere molto attenta allo “storico” delle liste PDL in Calabria confermando la sua candidatura già giorno 19 gennaio, prescindendo dalla presenza o meno in lista dei famosi eventuali impresentabili.

Al terzo gradino un’altra nota di “casa nostra”: Dorina Bianchi (Legislatura XIV, XV, XVI ), personaggio che ha fatto della costanza la sua principale virtù. La cittadina “crotonese” nata a Pisa e residente a Roma, diventata parlamentare nel 2001 a Crotone, ha mantenuto dritta la sua direzione durante questi ultimi dodici anni. Nelle tre legislature in cui è stata parlamentare ha così operato:
passata dopo la prima sua elezione dal CCD all’UDC, vi resta per tre anni fino a che non decide di andarsene per schierarsi nel gruppo Misto ad un anno dalle nuove elezioni, e scegliere di entrare nella Margherita nell’ultima fase della legislatura;
nella seconda esperienza, viene rieletta come Deputato nell’area del centro sinistra e bisogna soltanto registrare il suo ingresso nel nascente Partito Democratico quando si sciolse al suo interno la Margherita;
ma il meglio lo compie in quest’ultima legislatura, eletta nelle fila del PD, passa dopo un anno all’UDC e compie il capolavoro quando, presentatasi come candidata a Sindaco di Crotone nelle fila del partito di Casini, grazie ad un comizio in cui Berlusconi parla molto male del “suo” segretario e a scelte fatte in contrapposizione agli esponenti locali del partito, lascia l’UDC per entrare a far parte del PDL. Insomma, più che Dorina dovrebbe chiamarsi Costanza!

Per confermare la tanta voglia di area nuova interna al partito e per premiare la linearità nelle scelte fatta dalle persone, ecco il quarto nell’elenco, Giuseppe Galati (Legislatura XIII, XIV, XV, XVI ), un “giovane inesperto”, pronto ad entrare nel parlamento per la sua quinta legislatura consecutiva. Naturalmente, anche lui è passato negli anni dal CCD all’UDC ed ha poi deciso, in occasione delle elezioni del 2008, forse fiutando il cambiamento del vento, di entrare nel PDL. Per gli amanti del gossip aggiungiamo che si è sposato nel 2007 con la parlamentare della Lega Nord Carolina Lussana. Da aggiungere ( e ringraziamo per la segnalazione i nostri amici su FB ) c’è una considerazione sulla Fondazione Calabresi nel Mondo di cui Galati è il presidente che, seppur nei piani del governo regionale dovrebbe chiudere ed essere messa in liquidazione, ha appena ricevuto 440mila euro di finanziamento e continua a ricevere i finanziamenti sul Programma operativo regionale.
Per comprendere meglio l’armonia di intenti fra i nominati, basti ricordare che la Bianchi ha rischiato di non essere candidabile a causa della mancanza di un certificato nel momento della presentazione delle liste e, i tre che la seguono nella lista, cioè Galati, Foti e Dima, da buoni colleghi di partito, hanno cercato di non permetterle di fare ricorso e minacciato di fare loro stessi ricorso per poter scalare un gradino nelle elezioni (un vero esempio del “gioco di squadra” tanto apprezzato dal Cavaliere).

Come anticipato, al quinto posto c’è Antonino Foti (Legislatura XVI ), 54 enne di Reggio Calabria, fresco come deputato, avendo alle spalle soltanto una elezione, ma non come esponente di partito visto che già nel 2001 lavorava come membro della Segreteria Tecnica presso il Ministero delle Attività Produttive, allora guidato da Antonio Marzano. Non abbiamo trovato altre informazioni…

Al sesto posto, Giovanni Dima, 53 enne di Corigliano Calabro, ( Legislatura XVI ), espressione del territorio per l’alta Calabria, del governatorissimo. Iscritto dal 1976 al Movimento Sociale Italiano, è stato dirigente nazionale del Fronte della Gioventù. Consigliere comunale a Corigliano Calabro dal 1985 al 1990, è stato anche vicesindaco in quella fase. Successivamente, è stato consigliere comunale del comune di Rossano dal 1993 al 1997 e dal 1999 al 2000 al comune di Villapiana. Nel 1995 è stato eletto consigliere regionale per Alleanza Nazionale, riconfermato per due successivi mandati nel 2000 e nel 2005. Insomma, un altro volto nuovo da proporre per il rinnovamento del Paese.

Al settimo ed all’ottavo posto si torna al femminile, con Angela Mascaro prima e, a seguire, Consolata Golfo ( detta Lella, XVI legislatura ); o meglio, doveva essere così ma le due signore hanno rifiutato la candidatura. La Mascaro ha scritto giorno 21 gennaio stesso al Presidente della Corte d’Appello, specificando che lei non intendeva proprio essere considerata tra i candidati in queste elezioni con il PDL. Il mistero si infittisce!

La lista di venti perciò è diventata di diciotto, facendo scalare di posizione innanzitutto colui che ha portato materialmente queste liste in tribunale, cioè Maurizio Vento, attualmente assessore alla provincia di Catanzaro e già da tempo conosciuto come un fedele scopellitiano.
Ottavo nella graduatoria è, per la gioia del suo “Testimone alle nozze” ( Giuseppe Scopelliti), il caro amico e assessore ai grandi eventi al comune di Vibo Valentia, Pasquale La Gamba che, ad oggi, rappresenta l’ultimo baluardo degli scopellitiani in quella città, visto che proprio in questi giorni, sia il sindaco che sette degli otto assessori dell’amministrazione, nonché il Senatore uscente Francesco Bevilacqua (detto Franco), hanno deciso di lasciare il PDL per andare in Fratelli d’Italia ( Fonte: Gazzetta del Sud ).
Barbara Brunetti ed Angelo Brutto sono gli ultimi due subentrati nella top ten del PDL alla Camera. La prima, crotonese, vice coordinatrice provinciale, dopo aver chiesto un posto per il parlamento per lei o per altri suoi fidati, si è trovata felicemente catapultata nella campagna elettorale. Angelo Brutto invece, ricoprendo da tempo il ruolo di responsabile regionale di Giovane Italia Calabria, ha avuto il suo posto in lista “di diritto”.

IL PDL AL SENATO DELLA REPUBBLICA:

Al Senato, subito dopo il capolista Silvio Berlusconi ( Legislatura XII, XIII, XIV, XV, XVI ) c’è Antonio Gentile (detto Tonino, Legislatura XIV, XV, XVI,  ), non certo un volto nuovo della politica e, soprattutto, facente parte di una famiglia che pare sia cresciuta a pane e politica; è fratello di Giuseppe (detto Pino) Gentile, attualmente assessore regionale ai Lavori Pubblici ed è lo zio di Katia Gentile, l’attuale vicesindaco nella giunta guidata da Mario Occhiuto a Cosenza. Per quanto riguarda i due fratelli, è risaputa la loro influenza sulle nomine dei vari direttori generali e dei dirigenti che hanno scritto la storia dell’Ospedale Annunziata di Cosenza.

Al terzo posto, dopo una strenua lotta a Roma dove volevano inserire Scilipoti a questo gradino, è stato messo, grazie al volere del Governatorissimo, il professore di Diritto Penale all’università di Reggio Calabria, Vincenzo Mario Domenico ( detto Nico ) D’Ascola; entrando nello specifico, oltre a quella qualifica, D’Ascola ha anche il “merito” di essere l’avvocato difensore di Giuseppe Scopelliti nello scottante “caso Fallara” (qui un servizio approfondito di “Presa Diretta” http://www.youtube.com/watch?v=zyZW9uLgVcU ), da lui scelto forse perché è stato in precedenza l’avvocato di Gianpaolo Tarantini, quello delle escort procurate ad insaputa del/al Premier, forse perché socio di Niccolò Ghedini presso lo studio di quest’ultimo a Roma e, forse, perché è stato anche, tanto tempo fa, difensore di Carlo Giuseppe De Stefano.

Quarto in classifica è Pietro Aiello, cioè l’attuale assessore regionale all’urbanistica, che è in Consiglio Regionale dalla seconda metà degli anni ’90, quindi da ben tre legislature. Un uomo, da come si evince, la vita e il lavoro da consigliere regionale e assessore lasciano comunque un sacco di tempo libero per potersi dedicare, eventualmente, alle attività da parlamentare.

Quinto è Antonio Stefano Caridi, anche lui assessore alla Regione Calabria ( giusto per confermare che le doppie cariche non devono essere l’eccezione ma la regola), da sempre al fianco del Governatore (è stato un suo assessore in tutte e due le esperienze al comune di Reggio) e finito nel dossier della DIA di Genova, riguardo alle indagini sul clan Raso-Gullace-Albanese, con la motivazione che “L’indagine ha consentito di documentare l’alacre attività di sostegno svolta, nell’ultimo voto regionale, da esponenti della cosca, anche con palesi intimidazioni, a favore del candidato Caridi” ( Fonte: zoomsud ).

Al sesto posto, c’è la punta di diamante della coalizione berlusconiana, Domenico Scilipoti ( Legislatura XVI ), su cui ci limitiamo a dire che non è calabrese e andare oltre, perché non pensiamo sia necessario parlarne.

Sempre in una posizione utile, c’è un altro pezzo forte dell’apparato regionale del centro-destra, Demetrio Arena, l’ex sindaco di Reggio Calabria, lo stesso in carica prima che il comune venisse sciolto per contiguità mafiosa che, nonostante abbia dichiarato a mari e monti la sua non volontà ad essere candidato ( Fonte: Corriere della Calabria ), risulta ancora perfettamente in corsa, diversamente dalle sue “colleghe” candidate alla Camera.

Concludiamo qui questo secondo capitolo della nostra inchiesta “Secondo Coscienza”, augurandoci che sia utile per tutti coloro che lo leggeranno e che per questo motivo questi vogliano anche condividerlo e discuterlo con gli amici. Naturalmente, ulteriori contributi sono i benvenuti, perciò, se volete commentate e scriveteci per portare avanti la discussione e, soprattutto, per poter proseguire nella conoscenza del panorama politico-elettorale calabrese insieme.

A presto, con i futuri contributi dell’inchiesta, che non finisce certamente qui…

scritto da: Alessandro Evoli ( Web Developer Associazione Io resto in Calabria )

Qui la prima parte dell’inchiesta

 

Qui la terza parte dell’inchiesta

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