Fare per restare: proposta di cooperazione sociale

Costruiamo InsiemeIo resto in Calabria lavora ormai da tre anni per costruire una piattaforma di cooperazione tra attori sociali, economici, culturali e istituzionali del territorio regionale. Certo l’obiettivo è molto ambizioso, per non dire utopistico, se pensiamo che i calabresi sono abituati a lavorare ciascuno per il suo senza prestare attenzione a quanto accade intorno alla propria azienda, associazione, cooperativa, comune o casa. Cooperare è oggi, secondo noi, la strada per uscire da una condizione di crisi economica aggravata da paure sociali che crescono sempre di più, è uno strumento per migliorare le proprie perfomance qualunque sia il settore di attività, diventa un gesto che può portare significativi cambiamenti e opportunità all’intero territorio….

….La nostra associazione parla con tante persone, con cooperative e aziende, parliamo con tanti giovani che hanno buone idee e scelgono di restare in Calabria per realizzarle in questa regione, semplicemente perché credono che i requisiti ci siano tutti e perché non vogliono che questa continui ad essere terra di nessuno, un deserto dove non si produce cultura, dove non si genera economia, dove non si può costruire niente. Ascoltare l’entusiasmo con il quale ci propongono i progetti e vivere la preoccupazione che li attanaglia quando ci chiedono a chi potrebbero rivolgersi per avere un supporto economico e morale visto che l’accesso alle istituzioni è quasi sempre bloccato dalla logica del clientelismo; vivere la passione e la dedizione con cui cooperative e associazioni portano da decenni avanti progetti culturali e di vera solidarietà sociale per non vedersi riconoscere nulla neppure dal tessuto economico e sociale del loro territorio prima ancora che dalle istituzioni; provare a pensare insieme a loro come ribaltare questa assenza di contatto tra la società, l’economia e le istituzioni sono tutte attività che quotidianamente ci coinvolgono e alimentano il nostro impegno.

Quando vieni investito di un problema o di una questione sono due le strade: far finta di niente e rimandare ad altri oppure provare a fare qualcosa per innescare un percorso che porti alla soluzione del problema. Se ciò che manca è il contatto tra chi produce idee e progetti di impegno e impresa sociale, il tessuto imprenditoriale e le istituzioni bisogna comprendere che la causa da un lato può essere una mancanza di sensibilità e attenzione che reciprocamente questi attori mostrano gli uni verso gli altri.

Allora come colmare questa distanza?

Da un lato si potrebbero prendere le imprese, riunirle e sensibilizzarle su un approccio di business che si chiama Responsabilità Sociale d’Impresa e così spingerle a comprendere che investire nel sociale sostenendo un progetto culturale o di solidarietà nel proprio territorio, un teatro o piuttosto un laboratorio di start up non significa solo “spendere soldi”, ma vuol dire “investire per migliorare la propria reputazione e ottenere fiducia dal territorio” che poi restituirà questo investimento in termini di buona pubblicità e sostegno all’azienda che non sarà più percepita come una entità distante dal resto della comunità. Dall’altra parte associazioni, cooperative e chi abbia un’idea dovrebbe imparare a saper ricercare le aziende e comprendere quale sia il nucleo dei valori sociali e la sensibilità che le contraddistingue, calibrando le proposte, rendendole concrete ed economicamente sostenibili anche per l’impresa.

Conoscere il tessuto imprenditoriale e ricevere da questo la disponibilità ad ascoltare sono elementi fondamentali per innescare la cooperazione. E le istituzioni in tutto questo cosa potrebbero fare? Essere facilitatori e mediatori di un dialogo tra attori di uno stesso territorio che è la Calabria, lasciare aperti i propri spazi a questi incontri e dedicare attenzione a ciò che si muove di nuovo nel territorio. Perché la Calabria non è affatto immobile come sembra, ci sono tante energie che viaggiano verso la creazione di opportunità e muovono i cambiamenti. Costruire un dialogo attivo tra questi soggetti è l’unica strada per innovare e generare nuove opportunità  ed è anche la strada per ricostruire un brand Calabria sinonimo di positività e di un agire collettivo che migliora la qualità della vita nella nostra regione e apre alle aziende la possibilità di viaggiare in Italia e all’estero con un’immagine concretamente e realisticamente buona della Calabria.

In una società dove il welfare è sempre meno garantito, dove la cultura viene oppressa invece che trasformata in economia, investire nella cooperazione tra aziende e non profit può portare a sviluppi incredibili e noi continueremo a impegnarci in questo senso sperando di incontrare sulla strada tanti nuovi attori che avranno voglia di sperimentare idee e progetti che nascono nella società calabrese. Innestare una rete che aiuti a realizzare i progetti validi e che crei anche le condizioni al suo interno per continuare a restarci superando gli individualismi è una sfida di fronte alla quale la Calabria si ritrova da sempre. Ma la vera innovazione sociale in questo territorio sarà proprio quando stare in rete sarà percepito come vantaggioso a prescindere dai progetti e dalle idee che ogni suo singolo componente vorrà realizzare, in questo modo la rete si trasformerà in una piattaforma di progettazione partecipata nella quale realizzare il bene di tutti produrrà vantaggi per ogni singolo attore. Questa è la proposta dell’associazione Io resto in Calabria per il 2013 che lanciamo a tutti i partner del Calabria Day e a tutti i calabresi che vogliono aiutarci a concretizzarla. Parola d’ordine : creiamo insieme il Capitale Sociale Calabria!

scritto da: Anna Laura Orrico ( Presidente Associazione “Io resto in Calabria”)

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