Non è antipolitica ma bisogno di una buona politica

Buona o Anti PoliticaSono ormai mesi e mesi che a tutti livelli, nazionale e regionale, la classe politica grida all’urgenza di combattere il fenomeno dell’antipolitica. Ma siamo proprio sicuri che gli italiani, e i calabresi in particolare, siano antipolitici? Secondo noi no e, piuttosto, si può dire che sono stufi della politica così come viene praticata dalle grandi lobby dei partiti a cui siamo sottomessi da decenni….

….Insomma, al contrario di quanto viene fatto credere, i cittadini dimostrano il desiderio di “fare politica” oggi più di prima, poiché decidono di votare il movimento Cinque Stelle, facendo tremare le segreterie dei partiti e poiché dimostrano sdegno verso la scellerata gestione del denaro pubblico perpetrata attraverso le tristi politiche dei rimborsi spesa e gli stipendi di consiglieri regionali, parlamentari e dirigenti pubblici.

Ma lo sdegno a poco serve contro una classe politica che, invece di vergognarsi, anche per le azioni immorali dei loro colleghi, chiedere scusa per quanto accade nel Consiglio Regionale, afferma che questi fenomeni di contestazione sono frutto del sentimento “antipolitico” dei calabresi e non, come concretamente sono, frutto della rabbia per come i soldi dei calabresi vengono spesi. In questa Calabria, manca una classe politica che sia di riferimento, ecco il vero e unico problema.

Manca una classe politica che non solo manifesti, ma rappresenti con l’esempio quell’etica della responsabilità di cui parlava Max Weber quando definiva cosa è la Politica. Manca una classe politica capace di gestire le Istituzioni come grandi spazi di confronto con i cittadini,  di accoglienza e valutazione delle istanze che da essi vengono proposte e non come grandi fortezze inespugnabili dai comuni cittadini e, anzi, spesso muri invalicabili contro i quali si frantumano speranze e progetti della società civile.

Anna Laura OrricoCome associazione riceviamo proposte da parte di tanti cittadini e associazioni in cerca di “tutori” delle proprie idee e progetti che hanno un solo obiettivo: migliorareil proprio territorio, creare opportunità per tutti e non solo per “i figli di”. Ci confessano che parlare con la politica quando questa entra nelle “sale dei bottoni” diventa impossibile se non addirittura inutile, e così ricercano nella società dei nuovi punti di riferimento : un’associazione come Io resto in Calabria, per trovare riscontri positivi sulle proprie idee, un imprenditore che non si è mai arreso e ha sempre agito secondo i principi della legalità e del rispetto per il prossimo, organizzazioni di volontariato e gruppi di giovani che si attivano sul territorio perché non ce la fanno più a sopportare lo scempio e l’indifferenza praticati da questa politica.

I calabresi non sono antipolitici, hanno al contrario urgenza di praticare e partecipare alla politica ma devono farlo con più convinzione, ribellarsi ad un sistema che non risponde alle richieste che arrivano dalla società. Nel frattempo sarebbe meglio se i partiti iniziassero ad aprirsi davvero alle istanze della società perché finché continueranno a parlarsi internamente e tra di loro in un linguaggio incomprensibile per chi non ha la preoccupazione di come si gestisce e di come non perdere il potere, ma piuttosto l’esigenza di agire per il bene comune, non faranno altro che generare indignazione e rabbia sociale e questi sentimenti, si sa, non portano a nulla di buono.

scritto da: Anna Laura Orrico ( Presidente Associazione “Io resto in Calabria”)

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