Loghi-associazioni

Comunicato stampa del 28 giugno 2014

Loghi-associazioniDal disagio e dal fermento socio-politico prima di un piccolo gruppo di persone, che man mano è cresciuto, e poi da intere associazioni di persone  è nata la necessità e la voglia di cambiare una classe dirigente, che allo stato vive nell’immobilismo quasi assoluto, legato all’interesse personale, del proprio orticello. Vi è la necessità di rinnovamento di uomini e  negli uomini, nei programmi nei modi di vivere ed interpretare la politica. Abbiamo vissuto fino ad oggi l’arroccamento di politici che difendono le loro poltrone, le loro posizioni, che non accettano il confronto; politici che hanno dimenticato il cittadino e che dimenticano spesso e volentieri il fabbisogno quotidiano di lavoro, di buona sanità, di legalità e trasparenza. Personalità ambigue che pur di raggiungere i loro scopi ed interessi, a questo punto personali, scambiano favori con personaggi che vivono ai margini della legalità.

Questi pur di affermare il loro potere si sono circondati di “amici”  che diventati improvvisamente dirigenti e/o funzionari  senza alcun concorso, senza nessuna competenza e/o merito hanno bloccato e rallentato l’efficienza della pubblica Amministrazione.

Vi è la necessità di riprenderci la dignità di cittadino calabrese, di uomo o donna che vive in Calabria; la necessità di riprenderci e difendere la dignità di chi vive di lavoro, quotidianamente; di lavoro onesto, di chi cerca nella piena legalità di sopravvivere all’onta di una vergogna, anche mediatica, volta contro l’assioma “calabrese uguale delinquente” ha bisogno di un motore nuovo; la necessità di proporre concretamente un cambiamento; cambiamento inteso come inversione del modo di pensare, di agire, di fare che ci obbliga a partecipare alla vita politica regionale.

Il cambiamento è inteso come volontà, di una massa compatta di persone che non delinque, di una massa compatta di uomini , donne, giovani, che è consapevole, dotta, e reattiva, vogliosa di partecipare e riscrivere le nuove regole di  gestione della crescita di una regione pulita ed onesta.

I Calabresi  vogliono il cambiamento,  lo pretendono, perché sono stanchi di subire angherie istituzionalizzate da parte di chi occupa posti ed esercita potere in modo assolutamente illegale.

L’unione di persone che forma una massa compatta si può ottenere. E’  necessario costituire una confederazione di associazioni, che già esistono sul territorio regionale, che già tutelano ed informano i loro iscritti, e quindi li tutelano.

La necessità e la volontà di una partecipazione attiva crea e fa nascere il desiderio di soluzioni di problematiche dei territori e/o delle associazioni di categoria, la necessità di argomentare, tutelare e risolvere i problemi non deve essere imposta da chi intravede solo la possibilità di un guadagno personale, o economico o in numero di voti, ma deve essere la spinta di una crescita che dal basso solleva argomentazioni che impongono soluzioni reali e  partecipate anche con i rappresentati eletti .

Per far ciò è necessario, è indispensabile essere reattivi, essere  consapevoli,  essere e pretendere di essere informati nel modo più corretto possibile; perché il cambiamento si può e si deve fare, non c’è bisogno di potenti e di potentati per creare la crescita di una regione, la migliore forma di crescita è data dalla conoscenza dei problemi e dalla ferma volontà di volerli risolvere .. si deve e si può cambiare.

Il dialogo e la partecipazione costante e diretta generano “pressione” alle amministrazioni che automaticamente renderanno conto ai cittadini delle loro scelte politiche.

Un’informazione che si arricchisce all’interno di gruppi, di movimenti, di associazioni crea partecipazione, crea crescita culturale e personale.

Ecco perché per un rinnovamento della politica dal basso e dal disagio, morale etico economico, vogliamo partire dalle associazioni. Vogliamo creare una “CONFEDERAZIONE DI ASSOCIAZIONI” per costruire un programma che dia delle PROSPETTIVE FUTURE, che porti, seguendo la logica appena descritta, ad una Democrazia Partecipata che consenta a tutti di affermare con decisione e soprattutto con convinzione IO RESTO IN CALABRIA.

Pippo Callipo e Massimo Misiti

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