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		<title>Sulla sanità tante inconcludenti polemiche</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 10:20:16 +0000</pubDate>
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E’ stupefacente assistere alle tante inconcludenti polemiche politiche, mentre i calabresi sono chiamati a mettere le mani nelle loro tasche per pagare un debito che nella sanità si aggira intorno ai 3 miliardi di euro.  E’ grazie a quel debito gigantesco che sono state possibili le fortune elettorali di Presidenti di Regione, Assessori e Consiglieri regionali, di direttori generali (ancora in servizio) e di burocrati che non pensano all’efficienza dei servizi ma a come fare clientela e dirottarla sui politici. Quel debito, che ora il Governo rifiuta di accollarsi, dimostra il fallimento della politica in Calabria e la presa in giro dei calabresi. Ora, però, anziché dimettersi in massa, dinanzi a un debito che evidentemente si ha paura persino di quantificare con esattezza, e chiedere scusa alla Calabria, la stessa politica annuncia che a pagare il debito debbono essere i calabresi. Ma questa non è più democrazia! Quando salta il principio della responsabilità, siamo all’autoritarismo. Dinanzi a tanta arroganza, occorrerebbe organizzare in Calabria uno sciopero generale degli onesti e pretendere che chi ha sbagliato paghi. Invece chi ha sbagliato non solo non intende pagare, pensando immediatamente a un taglio sostanziale dei costi della politica, ma addirittura continua ad esercitare, pagato profumatamente, funzioni pubbliche immeritate. La politica calabrese, nonostante le promesse di rottura, continua, a quanto pare, purtroppo a muoversi come sempre, presentandosi a Roma, anziché con idee e proposte, col cappello in mano, elemosinando misericordia in cambio di obbedienza politica. Dimostrando, così, di non aver capito la lezione di tutti questi anni di scialacquamento delle risorse pubbliche e di non avere chiaro neppure il quadro politico ed economico nazionale. Come si può pensare, in questo momento, che lo Stato italiano possa assumersi il debito imponente di una Regione del profondo Sud? Intanto, non ci sono più le risorse, dato che anche i fondi “Fas” sono stati dilapidati per le esigenze delle aree ricche, e, in secondo luogo, mancano le condizioni politiche, dato che a dettare le scelte del Governo Berlusconi è una forza politica che ha nella secessione il suo nucleo ideologico principale. Al Governo nazionale, in parole povere, se lo shock finanziario della sanità calabrese manderà a farsi friggere il nostro sistema sanitario e quel poco di welfare che la Regione riesce a garantire, non gliene importa niente. Adesso c’è da sperare che prevalga almeno la ragionevolezza, per evitare la bancarotta dell’intera Regione. E’ urgente un Piano salva sanità che non sia più condizionato dai gruppi di potere che hanno sperperato le risorse e su cui mettersi all’opera senza perdere altro tempo con l’ausilio di esperti e di competenze autentiche. Ed è altrettanto urgente che la politica, anziché pensare all’introduzione dei Consiglieri regionali supplenti, dia il buon esempio, tagliando sostanzialmente i costi del suo funzionamento. L’indennità dei Consiglieri è la più alta d’Italia, mi auguro che almeno le forze del centrosinistra che sono fuori del Palazzo ne richiedano il taglio. Al presidente Scopelliti, che ha ancora l’occasione per differenziarsi, chiedo non misure propagandistiche o altri annunci. Deve anzitutto chiarire se la Regione ha pagato l’advisor per la ricognizione del debito, quanto gli è stato dato e le ragioni per cui il debito non è stato ancora certificato. Deve inoltre, pubblicamente, avviare un’azione di riduzione degli spazi clientelari ad incominciare dall’eliminazione degli apparati di sottogoverno. Elimini partecipazioni passive ed enti inutili. Chiuda tutte quelle realtà che non producono nulla. Mandi a casa faccendieri e politicanti che agiscono come parassiti mentre i calabresi onesti non sanno a che santo votarsi per tirare avanti la carretta.</p>
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		<title>Nella sanità siamo alle comiche</title>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 10:08:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pippo Callipo</dc:creator>
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Nella sanità siamo alle comiche. Ho richiesto, fin dal mese di agosto del 2009, la certificazione del debito e il commissariamento, da parte del Governo, per un settore su cui la politica ha scialacquato senza ritegno. Né l’una né l’altra richiesta sono state mai esaudite. Ora ci dicono che i calabresi debbono mettere le mani ai portafogli.  Sentire  che la Regione non ha ancora l’esatta contezza del debito, benché abbia pagato profumatamente l’advisor,  mentre il Governo lascia intendere che toccherà ai calabresi accollarsi altre tasse per risanare la montagna debitoria, è semplicemente allucinante. Mi permetto di consigliare al Presidente della Regione di spegnere per una settimana la macchina che i calabresi gli hanno affidato e di guardarsi le carte. Perché dire, come faceva il suo predecessore, che è colpa di chi l’ha preceduto ai calabresi non gliene importa un bel niente. Scopelliti è il Presidente della Regione, quindi  vada in Consiglio Regionale con tutte le carte di cui è in possesso e dica ai calabresi come stanno esattamente le cose. Quant’è il debito, chi l’ha prodotto, com’è stato possibile lasciarlo lievitare a tal punto, spieghi quali sono i punti dolenti e le eccellenze, se ce ne sono. Dopodichè agisca. Non si lasci imbrigliare dalle solite consorterie che hanno nella politica di ogni colore i loro rappresentanti, tagli se c’è da tagliar e investa laddove ha senso investire. Se poi c’è da introdurre balzelli, faccia l’unica cosa giusta: riduca gli enti inutili, tagli i costi della politica,   elimini consulenze, incarichi, tagli i vice e i portaborse, razionalizzi la spesa, premi il merito. Del Governo che scarica tutto sui calabresi, si può solo dire che quantomeno è ingeneroso, perché avrebbe dovuto commissariare mesi or sono il megaserbatoio elettorale che è diventata la sanità calabrese. Ma da un Governo che ha cancellato dalla sua agenda il Mezzogiorno, c&#8217;è da attendersi ben poco.</p>
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		<title>Callipo al Quadra Film Festival</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 10:13:24 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iorestoincalabria.org/callipo/wp-content/uploads/2010/05/quadra.jpg"><img src="http://iorestoincalabria.org/callipo/wp-content/uploads/2010/05/quadra-300x142.jpg" alt="" title="quadra" width="300" height="142" class="alignnone size-medium wp-image-1765" /></a><br />
L’imprenditore Pippo Callipo interverrà domani, mercoledì 12 maggio alle ore 20.00, all’apertura della seconda edizione del Quadra Film Festival presso il cinema Garden di Rende. L’evento, incentrato sul tema “Migranti. Il cinema dell’ascolto”, si svolgerà tra Rende e Fuscaldo dal 12 al 15 maggio con il patrocinio dall’associazione “Io resto in Calabria”. L’appoggio dell’associazione è da inquadrare nell’ambito di una strategia di promozione delle realtà creative e sociali della regione che il movimento fondato da Pippo Callipo ha deciso di intraprendere. “Io resto in Calabria” ritiene di fondamentale importanza una corretta informazione circa le dinamiche del fenomeno dell’immigrazione. I migranti nascondono storie spesso drammatiche e di speranza, ma rappresentano al contempo un’importante risorsa per la nostra economia. La Regione Calabria riceve fondi da destinare all’integrazione degli immigrati, ma di fatto, tali risorse, rimangono spesso inutilizzate o non sono chiare le modalità per accedervi. La presenza di Pippo Callipo nella serata inaugurale dell’iniziativa dell’associazione Quadra vuole richiamare l’attenzione, inoltre, sull’importanza di ascoltare la voce di tutti i calabresi e di coloro che, stranieri, vivono in questa regione e non riescono a far valere i propri diritti. Nella serata inaugurale del Quadra Film Festival si assisterà alla proiezione tridimensionale del film “Il volo” di Wim Wenders. </p>
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		<title>Io resto in Calabria a Rosarno per il Primo maggio</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 09:57:40 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iorestoincalabria.org/callipo/wp-content/uploads/2010/05/PH_M_Riccardi-0013-698x1024.jpg"><img src="http://iorestoincalabria.org/callipo/wp-content/uploads/2010/05/PH_M_Riccardi-0013-698x1024-204x300.jpg" alt="" title="PH_M_Riccardi-0013-698x1024" width="204" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-1759" /></a><br />
La scelta del sindacato di tenere a Rosarno la manifestazione nazionale per la celebrazione della Festa dei lavoratori non può che riempirci di soddisfazione. È un segnale questo, insieme a quello lanciato dallo Stato con le operazione anti-caporalato e contro i clan, che va nella direzione giusta per una reale presa di coscienza di quello che la Calabria è diventata. Un territorio dominato dal malaffare e dalla commistione tra malapolitica e criminalità che ha reso anche il mercato del lavoro una terra di nessuno assoggettata alla legge del più forte. Ripartire da Rosarno con parole chiave come lavoro, legalità e solidarietà ci sembra un’utile presupposto per dare voce a quella parte della Calabria che ha apertamente manifestato la volontà di non piegarsi alla logica perversa che contempla lo sfruttamento e la schiavitù, ma anche la prepotenza mafiosa e le clientele, come mali necessari da cui non è possibile liberarsi. I fatti di Rosarno ci mostrano, in questo senso, l’ormai ineludibile necessità di intraprendere una nuova azione sociale e politica, grazie alla quale attivare progetti per il rispetto della dignità umana e del lavoro come massime espressioni del ruolo dei cittadini, migranti o autoctoni che siano, nel progresso economico e sociale dell’intera comunità. Ed è compito delle associazioni stimolare incessantemente le Istituzioni a sentirsi parte di questa azione e a supportarne le iniziative. L’associazione Io resto in Calabria intende andare oltre la manifestazione del Primo maggio chiedendo alla Regione Calabria di impiegare razionalmente ed efficacemente i finanziamenti nazionali ed europei volti al miglioramento delle condizioni di lavoro per tutti, alla completa eliminazione di ogni forma di sfruttamento e all’integrazione tra cittadini europei ed extra-comunitari, concertando iniziative e progetti con le associazioni e i sindacati. Fenomeni come il lavoro nero e lo sfruttamento degli immigrati possono diminuire se si diffonde una cultura del lavoro diversa, nella quale è la valorizzazione del lavoratore ad incrementare i profitti dell’azienda, e se gli aiuti economici per far emergere il  lavoro sommerso vengono concretamente applicati.</p>
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		<title>Consiglieri supplenti: non facciamo ridere l&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 09:52:32 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iorestoincalabria.org/callipo/wp-content/uploads/2009/12/Palazzo-Campanella.jpg"><img src="http://iorestoincalabria.org/callipo/wp-content/uploads/2009/12/Palazzo-Campanella-300x224.jpg" alt="" title="Palazzo Campanella" width="300" height="224" class="alignnone size-medium wp-image-565" /></a><br />
Oggi la regione più povera d’Europa ha un Ente Regione con 50 onorevoli, più 4 assessori esterni e due sottosegretari. Un esercito, a cui si aggiungono direttori generali, capigabinetto con i relativi vice, dirigenti di settore, esperti e consulenti a profusione. Nella VII legislatura erano 40, in realtà di Consiglieri ne servirebbero 30, ma ora, se andasse in porto l’altra geniale riforma firmata da Bova/Loiero, la Regione rischia di avere altri sei o sette Consiglieri regionali, arrivando ad un numero che farebbe ridere di noi l’Italia. Ben oltre 60 super indennità, le più alte d&#8217;Italia secondo il Sole 24 Ore dinanzi ad una produttività assolutamente incongrua. E riderebbe ancora di più l’Italia se dovesse leggere il bigliettino da visita dei nuovi Consiglieri previsti nello Statuto: Mario Rossi, On. Consigliere Regionale Supplente della Calabria. Insomma, la Calabria rischia la fame, il tessuto produttivo è sconquassato, i giovani non sanno dove sbattere la testa per avere un reddito, eppure l’Istituzione Regione sta meditando di ampliare la “casta”; che fino ad ora ha brillato per l’assoluta inconcludenza dal punto di vista dell’efficienza e della produttività. Mi auguro che il nuovo Presidente della Regione, che non ha apposto la sua firma sulla modifica più brutta dello Statuto, sappia frenare la cupidigia dei politici e mettere un po’ d’ordine in questa Regione in cui la mano destra non sa quel che fa la sinistra. Mentre gli enti locali hanno di che lamentarsi, la Regione più povera che probabilmente ha sforato il Patto di Stabilità pensa di introdurre la figura del Consigliere Supplente. Tutto ciò, mentre sono state azzerate la Consulta Statutaria, che forse avrebbe potuto evitare alla Calabria le figuracce che sta facendo con le tante impugnative di costituzionalità delle leggi regionali da parte del Governo, la Consulta per l’Ambiente, quando la Regione lamenta il disinteresse del Governo su questo fronte assai critico, e il Comitato per la concertazione sociale.</p>
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		<title>Intollerabile la carenza strutturale del Porto di Gioia Tauro</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 09:45:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[S’intervenga al più presto sui disagi che caratterizzano il traffico di merci presso lo scalo portuale di Gioia Tauro. Non è più ammissibile che in uno scenario regionale segnato da difficoltà finanziarie e di mercato crescenti ci si permetta il lusso di dilazionare all’infinito i tempi di allestimento di un locale igienico-sanitario presso il PIF [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iorestoincalabria.org/callipo/wp-content/uploads/2009/12/porto-gioia-tauro.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-648" title="porto-gioia-tauro" src="http://iorestoincalabria.org/callipo/wp-content/uploads/2009/12/porto-gioia-tauro-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>S’intervenga al più presto sui disagi che caratterizzano il traffico di merci presso lo scalo portuale di Gioia Tauro. Non è più ammissibile che in uno scenario regionale segnato da difficoltà finanziarie e di mercato crescenti ci si permetta il lusso di dilazionare all’infinito i tempi di allestimento di un locale igienico-sanitario presso il PIF (Posto Ispezione Frontaliero) del principale porto del meridione. Un problema che, tradotto in parole povere, significa semplicemente provvedere all’allestimento di un locale bagno provvisto di doccia da mettere a disposizione del personale medico dopo le ispezioni ai contenitori delle merci, alimentari e non, che viaggiano senza involucro. È a dir poco sconcertante che un problema così banale determini, per gli operatori del settore, disagi importanti a cominciare da un notevole aggravio delle spese di trasporto e burocratiche delle merci che devono essere dirottate su altri scali meglio attrezzati. Si pensi che, a causa di questo problema, fino ad oggi circa 80 containers sono stati dirottati su altri porti italiani e circa 40 containers sono stati smistati su porto spagnolo. Ancor più grave è questa mancanza se si pensa alla condizione più generale del porto di Gioia Tauro che da promessa di sviluppo per l’intera area meridionale sta da tempo segnando il passo in maniera preoccupante e vede i principali operatori in fuga verso altri scali strutturalmente ed economicamente più competitivi. Ma che per un locale bagno, del costo di poche migliaia di euro e di un paio di giorni di lavoro, debbano passare più di sei mesi senza che nessuno solleciti gli enti preposti a completare tale opera, è una beffa di fronte alla quale gli organi competenti non possono più far finta di niente ma devono intervenire senza più transigere.</p>
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		<title>A chi fa paura il Federalismo?</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 09:40:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pippo Callipo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Sud non deve aver paura del federalismo. Le parole del Capo dello Stato a Milano sono rassicuranti, specie quando dice che dentro un processo unitario indiscutibile deve crescere la più diversificata e democratica espressione delle autonomie locali.  La paura verso il federalismo possono avercela solo quei gruppi dirigenti del Mezzogiorno che hanno fin qui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iorestoincalabria.org/callipo/wp-content/uploads/2010/04/federalismo-fiscale.jpg"><img src="http://iorestoincalabria.org/callipo/wp-content/uploads/2010/04/federalismo-fiscale-300x204.jpg" alt="" title="bandiera italiana realizzata con blocchi lego" width="300" height="204" class="alignnone size-medium wp-image-1771" /></a><br />
Il Sud non deve aver paura del federalismo. Le parole del Capo dello Stato a Milano sono rassicuranti, specie quando dice che dentro un processo unitario indiscutibile deve crescere la più diversificata e democratica espressione delle autonomie locali.  La paura verso il federalismo possono avercela solo quei gruppi dirigenti del Mezzogiorno che hanno fin qui lavorato per affossare l’economia, la società e lo sviluppo del Mezzogiorno. Chi ha paura del federalismo? Non certo noi imprenditori sani, noi cittadini onesti, non certo i giovani laureati del Sud a cui per lavorare il ceto politico di destra e di sinistra del Sud chiede di bussare alla sua porta col cappello in mano… Ad aver paura del federalismo, che implica responsabilità nella gestione della cosa pubblica, sono quei politicanti che purtroppo ancora calcano, come accade in Calabria, dopo aver combinato sfracelli, diseconomia e ingiustizie sociali, la scena politica. Costoro non dovrebbero essere mai più candidati a causa dei fallimenti politici di cui sono responsabili. In questo senso, se è giusto che il centrosinistra stia attento alle forme esasperate del federalismo, sarebbe altrettanto necessario che si iniziasse, nelle aree deboli del Paese, a fare pulizia e a porre definitivamente fuori gioco cacicchi e politici a tutti noti per l’inutilità della loro lunga e superpagata esperienza.</p>
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		<title>Scopelliti dia segnali forti sulla trasparenza</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 10:33:57 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iorestoincalabria.org/callipo/wp-content/uploads/2010/03/pippo.jpg"><img src="http://iorestoincalabria.org/callipo/wp-content/uploads/2010/03/pippo-249x300.jpg" alt="" title="pippo" width="249" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-1632" /></a><br />
A Giuseppe Scopelliti vanno i miei sinceri auguri di buon lavoro. Al neo Presidente della Regione, dato che l’Italia è dentro una preoccupante crisi economica da cui si evince che il Sud avrà davanti a sé una strada in salita, mi permetto di suggerire alcuni argomenti a cui prestare attenzione. Il primo, è l’utilizzazione produttiva della spesa pubblica da parte della Regione e l’eliminazione di enti e strutture del tutto superflue su cui la Corte dei Conti non ha fatto mancare acuti rilievi e  che, mentre consumano risorse preziose e non generano ricchezza per la collettività, costituiscono sacche di parassitismo che non aiutano né l’imprenditoria sana né le fasce sociali meno abbienti. Il secondo argomento, è la trasparenza degli atti amministrativi e legislativi della Regione. Il presidente Scopelliti s’impegni a ridare massima diffusione ed autorevolezza al Burc, che non deve essere uno strumento di potere in mano ad amministratori spregiudicati ma utile per far conoscere ai  cittadini  gli  atti sia della Giunta che del Consiglio Regionale i cui dibattiti sarebbe auspicabile che venissero trasmessi in diretta dalle televisioni, affinché i calabresi si possano rendere conto della qualità delle discussioni e della produttività delle sedute. Sulla qualità legislativa non ci sono parole. E’ stata sempre piegata ai disegni della “casta”, finora è stata pessima e il Consiglio regionale della Calabria, approvando leggi elettorali opache e contorte e  addirittura poco prima del voto, ha dimostrato tutta la sua pochezza etica prima che istituzionale, senza dire delle tante leggi impugnate dal Governo per vizi di costituzionalità che hanno fatto di questo Consiglio regionale uscente lo zimbello del Paese. Scopelliti ponga rimedio a queste sconcezze, rendendo presto operativa la Consulta Statutaria, che la maggioranza uscente ha abrogato dallo Statuto mentre ha approvato la figura oscena del Consigliere regionale supplente che spero non sia, se non vogliamo far ridere l’Italia, mai applicata. La Consulta statutaria deve però essere composta da esperti di diritto non nominati dai partiti, ma da figure da scegliere con criteri obiettivi ed a salvaguardia della stessa Istituzione, affinché professionisti seri ed equilibrati possano dare alle leggi regionali perlomeno il crisma dell’affidabilità tecnica. Sono inoltre sicuro che, anche per sua autotutela, il presidente Scopelliti vaglierà, con l’ausilio di tecnici di sicura scienza giuridica, i decreti, le delibere e tutti gli atti assunti nelle ultime settimane dalla Giunta uscente che hanno fatto strame dell’interesse pubblico e che debbono essere annullati o revocati. A mio avviso c’è bisogno, dopo questi sfortunati cinque anni, di ripristinare il principio di legalità nella Regione, di pubblicare, senza indugi, l’elenco di tutti i consulenti di qualsiasi specie pagati dalla Regione con i profili professionali e i risultati conseguiti. Così come bisogna verificare se i premi che direttori generali e dirigenti incassano sono soggetti a verifica rigorosa o fatta invece all’acqua di rose. Bisogna fare in modo che la Regione, aldilà del colore politico di chi la governa, si presenti al più presto al cittadino come un’Istituzione di vetro, affidabile, in cui chiunque può vedere cosa accade e in cui, soprattutto, accadono cose lecite e volte a fare gli interessi generali. Inutile, infine, che io ricordi al Presidente che sullo stato del bilancio della Regione è necessario dire parole definitive e che sulla sanità c’è l’urgenza di commissariarla, per avere dei punti fermi da cui ripartire. Il Presidente adesso è in carica per cinque anni, ma il buongiorno si vede dal mattino e se la presa di distanza dalle pratiche di malgoverno ci sarà o meno, stia sicuro che i calabresi se ne accorgeranno subito.</p>
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		<title>Semplicemente grazie&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 15:05:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Abbiamo creduto, in una notte d’estate a Soverato, di poter dare un volto nuovo alla Calabria. Siamo stati tra la gente ad Amantea per chiedere chiarezza sullo stato di salute della nostra terra e dei nostri mari; a Reggio Calabria abbiamo detto con forza “No al Ponte”; abbiamo presentato il progetto di una Calabria vincente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iorestoincalabria.org/callipo/wp-content/uploads/2010/04/Callipo_ilQuotidiano_rev3.jpg"><img class="size-large wp-image-1739 alignnone" title="Callipo_ilQuotidiano_rev3" src="http://iorestoincalabria.org/callipo/wp-content/uploads/2010/04/Callipo_ilQuotidiano_rev3-663x1024.jpg" alt="" width="530" height="819" /></a></p>
<p>Abbiamo creduto, in una notte d’estate a Soverato, di poter dare un volto nuovo alla Calabria. Siamo stati tra la gente ad Amantea per chiedere chiarezza sullo stato di salute della nostra terra e dei nostri mari; <st1:personname productid="a Reggio Calabria" w:st="on">a Reggio Calabria</st1:personname> abbiamo detto con forza “No al Ponte”; abbiamo presentato il progetto di una Calabria vincente a Lamezia Terme; ci siamo confrontati con le difficoltà delle minoranze linguistiche e dei piccoli centri montani; abbiamo manifestato per un’informazione libera e pluralista a Cosenza; abbiamo chiesto più sicurezza per i calabresi e siamo stati al fianco di chi ha subito intimidazioni; abbiamo detto NO agli inciuci ed alle “poltrone facili”. Abbiamo vissuto la Calabria con onestà, passione e coraggio.</p>
<p>Questa è la nostra storia politica, fatta di concretezza, di valori, di ascolto e propositività. Una storia che ha come protagonisti uomini e donne capaci di entusiasmare con il proprio amore per la Calabria, oltre 100.000 calabresi. Noi non vogliamo smettere di credere nelle risorse e nelle potenzialità della nostra regione e, nella nuova fase che parte adesso, vogliamo esserci. La nostra rivoluzione è appena iniziata, abbiamo aperto un cantiere che poggia sulle spalle forti ed incorruttibili di quei calabresi onesti e disinteressati che vogliono riportare la Calabria alla normalità.</p>
<p>Grazie per  aver guardato a noi con la speranza di una concreta rinascita. Grazie per ogni voto portato via alla casta. Grazie per aver coinvolto amici e parenti con il nostro sogno e per aver dimostrato che la Calabria non è “persa”. Grazie se vorrete essere ancora con noi.</p>
<p>Pippo Callipo</p>
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		<title>Auguri al neo-presidente Scopelliti</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 10:30:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Caro Presidente Scopelliti, auguri e buon lavoro. Sui temi della legalità, della trasparenza amministrativa e dello sviluppo conta sul mio sostegno. Ripristinare la legalità, all’interno di ogni attività della Regione, è un atto fondamentale, se vogliamo recuperare credibilità dinanzi all’Italia. D’altronde, se la Calabria non recupera la fiducia del Paese difficilmente potranno arrivare investimenti nazionali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iorestoincalabria.org/callipo/wp-content/uploads/2010/05/101094_100014_scopelliti.jpg"><img src="http://iorestoincalabria.org/callipo/wp-content/uploads/2010/05/101094_100014_scopelliti.jpg" alt="" title="Scopelliti" width="200" height="195" class="alignnone size-full wp-image-1776" /></a><br />
Caro Presidente Scopelliti, auguri e buon lavoro. Sui temi della legalità, della trasparenza amministrativa e dello sviluppo conta sul mio sostegno. Ripristinare la legalità, all’interno di ogni attività della Regione, è un atto fondamentale, se vogliamo recuperare credibilità dinanzi all’Italia. D’altronde, se la Calabria non recupera la fiducia del Paese difficilmente potranno arrivare investimenti nazionali ed internazionali, e purtroppo, come sai, se la regione non riduce il gap tra consumi e produttività anche l’autonomia politica delle sue scelte sarà sempre debole. Se sono vere le enunciazioni che hai fatto nel corso della campagna elettorale contro lo sperpero delle risorse pubbliche e per la massima trasparenza nella gestione della Regione, ora a te l’onere dei fatti. Aspettiamo decisioni, atti, decreti e provvedimenti di legge che invertano la tendenza al declino che da 10 anni caratterizza in modo assai preoccupante la Regione. Ci sono argomenti scottanti, dalla sanità alla partecipazione della Regione in Enti che perdono soldi e servono solo a tenere consulenze e incarichi, che esigono decisioni immediate e tranchant. Mi auguro che da te partano subito segnali forti e rigorosi. Sulla sanità mi pare che anche tu, come me, più volte hai chiesto il commissariamento per mettere fine all’oscurità che c’è nel settore che ha bisogno immediatamente di un Dipartimento efficiente, trasparente e competente. I calabresi hanno diritto di sapere come stanno le cose, cosi come hanno diritto di sapere in che condizioni versa il Bilancio della Regione. Ti consiglio, a tal proposito, non un luminare magari importato chissà da dove, ma due o tre ragionieri della vecchia scuola che sanno leggere i numeri e fare le somme, cosi da farci sapere se la bancarotta è vicina o cosa occorra fare subito per evitarla. L’ultimo periodo di gestione clientelare della Regione che è servito a portare in Consiglio Regionale buona parte della vecchia politica, dovrà essere, mi auguro, passato al setaccio, i provvedimenti illeciti o nocivi agli interessi generali revocati senza esitazione.  Occorre rendere pubbliche le attività di Enti finanziati dalla Regione per intero o quasi, procedere immediatamente, come segnala la Corte dei Conti, all’inventario dei beni immobili di cui è proprietaria la Regione. Dopo 40 anni è insopportabile, e mi chiedo come sia stato possibile, apprendere che la Regione mentre paga fitti milionari non sa neppure di cosa è proprietaria e quanto gli rendano queste proprietà! E&#8217; urgente portare l’indennità dei consiglieri alla pari con quella della Regione Toscana, insomma moralizzare la politica e dare un segnale di cambiamento ai calabresi. Su questi temi la vigilanza del “popolo” che mi sostiene e che ha mi ha dimostrato fiducia, sarà massima. Un consiglio, infine, da fratello maggiore: attento agli inciuci. Sono il male oscuro della Calabria e hanno, in alcune città, un’evidenza solare, se ne accetti uno, anche di minima portata, gli altri poi verranno inevitabilmente. E anche tu sari risucchiato nel connubio opaco che fino ad ora ha dimostrato ai calabresi che nel Governo della Regione al peggio non c’è mai fine.</p>
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