Archivio della categoria: Cronaca

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Un’intimidazione che minaccia tutti noi

Il ritrovamento di due bottiglie molotov a pochi passi dall’ingresso della sede centrale de “il Quotidiano della Calabria” è un’intimidazione che fa comprendere come il clima in Calabria sia teso e come la ‘Ndrangheta tema l’informazione e chi fa quotidianamente il proprio lavoro raccontando ai calabresi quanto accade nella nostra terra.

“Esprimo piena solidarietà ai giornalisti, all’editore e a tutti i collaboratori de “il Quotidiano” – queste le parole del Presidente dell’Associazione “Io resto in Calabria” Anna Laura Orrico – a nome di “Io resto in Calabria” e invito tutti a continuare con lo stesso vigore e impegno l’azione d’informazione quotidiana, senza la quale la Calabria sarebbe una terra più povera e ancora più soggiogata alle minacce mafiose. La società civile in questi frangenti deve fare quadrato, così come successo il 25 settembre scorso a Reggio Calabria nella manifestazione contro la ‘Ndrangheta, e dare un netto segnale: che davanti alle minacce mafiose la Calabria civile è un unico blocco granitico. Forse anche il 25 settembre di quest’anno, magari a Cosenza, dovremmo nuovamente scendere in piazza per dire ancora una volta: Io manifesto-stop alla ‘Ndrangheta.” Speriamo che le forze dell’ordine assicurino alla Giustizia, in breve tempo mandanti ed esecutori di questa intimidazione, e che i giornalisti de “il Quotidiano”, così come tutti gli altri colleghi delle altre testate possano esercitare la propria professione in piena libertà e senza la continua minaccia di ritorsioni per la propria persona e per i propri cari. La Calabria ha bisogno di un’informazione libera, coraggiosa e indipendente, per continuare il lungo cammino che porti la nostra terra ad essere una regione normale.

Intollerabile la carenza strutturale del Porto di Gioia Tauro

 

S’intervenga al più presto sui disagi che caratterizzano il traffico di merci presso lo scalo portuale di Gioia Tauro. Non è più ammissibile che in uno scenario regionale segnato da difficoltà finanziarie e di mercato crescenti ci si permetta il lusso di dilazionare all’infinito i tempi di allestimento di un locale igienico-sanitario presso il PIF (Posto Ispezione Frontaliero) del principale porto del meridione. Un problema che, tradotto in parole povere, significa semplicemente provvedere all’allestimento di un locale bagno provvisto di doccia da mettere a disposizione del personale medico dopo le ispezioni ai contenitori delle merci, alimentari e non, che viaggiano senza involucro. È a dir poco sconcertante che un problema così banale determini, per gli operatori del settore, disagi importanti a cominciare da un notevole aggravio delle spese di trasporto e burocratiche delle merci che devono essere dirottate su altri scali meglio attrezzati. Si pensi che, a causa di questo problema, fino ad oggi circa 80 containers sono stati dirottati su altri porti italiani e circa 40 containers sono stati smistati su porto spagnolo. Ancor più grave è questa mancanza se si pensa alla condizione più generale del porto di Gioia Tauro che da promessa di sviluppo per l’intera area meridionale sta da tempo segnando il passo in maniera preoccupante e vede i principali operatori in fuga verso altri scali strutturalmente ed economicamente più competitivi. Ma che per un locale bagno, del costo di poche migliaia di euro e di un paio di giorni di lavoro, debbano passare più di sei mesi senza che nessuno solleciti gli enti preposti a completare tale opera, è una beffa di fronte alla quale gli organi competenti non possono più far finta di niente ma devono intervenire senza più transigere.

A chi fa paura il Federalismo?

Il Sud non deve aver paura del federalismo. Le parole del Capo dello Stato a Milano sono rassicuranti, specie quando dice che dentro un processo unitario indiscutibile deve crescere la più diversificata e democratica espressione delle autonomie locali.  La paura verso il federalismo possono avercela solo quei gruppi dirigenti del Mezzogiorno che hanno fin qui lavorato per affossare l’economia, la società e lo sviluppo del Mezzogiorno.

Chi ha paura del federalismo? Non certo noi imprenditori sani, noi cittadini onesti, non certo i giovani laureati del Sud a cui per lavorare il ceto politico di destra e di sinistra del Sud chiede di bussare alla sua porta col cappello in mano… Ad aver paura del federalismo, che implica responsabilità nella gestione della cosa pubblica, sono quei politicanti che purtroppo ancora calcano, come accade in Calabria, dopo aver combinato sfracelli, diseconomia e ingiustizie sociali, la scena politica.

Costoro non dovrebbero essere mai più candidati a causa dei fallimenti politici di cui sono responsabili. In questo senso, se è giusto che il centrosinistra stia attento alle forme esasperate del federalismo, sarebbe altrettanto necessario che si iniziasse, nelle aree deboli del Paese, a fare pulizia e a porre definitivamente fuori gioco cacicchi e politici a tutti noti per l’inutilità della loro lunga e superpagata esperienza.