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Da qui si ricomincia…

E’ un successo di cui andiamo fieri. Una percentuale a due cifre, per chi non ha gestito clientela e mai consumato risorse pubbliche per accrescere il consenso, è un successo innegabile. Li abbiamo avuti tutti contro, hanno organizzato contro di noi di tutto e di più. C’è stata una propaganda contro di noi che è andata dalla richiesta del voto utile a vere e proprie campagne di odio e di diffamazione. Nonostante tutto noi ci siamo, dimostriamo che in Calabria si può fare politica anche contro il volere della nomenclatura di centrosinistra che, dati alla mano, ha sbagliato tutto. Ha giocato solo nel suo interesse diretto e contro la Calabria. E lo dico non per fare polemiche, ma perché i vertici nazionali dei partiti facciano una riflessione e traggano qualche conclusione. Se sommando i voti di Loiero ai miei, s’intende dimostrare che Scopelliti avrebbe vinto ugualmente, è tutto sbagliato. I dati di oggi dimostrano che i dati di ieri erano giusti, anche quando Loiero asseriva che lui i sondaggi li avrebbe stracciati nell’urna. E’ una sconfitta, mi spiace dirlo, di cui i leader del centrosinistra non avevano dubbi. Altra cosa sarebbe stata la mia candidatura alla Presidenza dell’intero centrosinistra, ma è stato uno scenario che non si è avuto il coraggio di costruire. Qui si registra una miopia e un’impotenza che ha dell’incredibile. Con me candidato alla Presidenza la partita sarebbe stata diversa, avremmo potuto guadagnare ampie fette di elettorato moderato che di Loiero ne aveva le tasche piene, come, d’altronde, dimostravano già i sondaggi. Il nostro risultato dimostra che non è vero che in Calabria è tutto contaminato dalla politica politicante, c’è spazio anche per una società civile che inizia ad affrancarsi. C’è spazio, questo vogliamo dimostrare, anche per chi il consenso non lo cattura soltanto con clientela e voto di scambio. Senza dubbio il nostro risultato è un punto di partenza formidabile per costruire, fin da subito, un’alternativa politica dignitosa per la Calabria e lavorare, insieme ai tanti che hanno votato per gli altri turandosi il naso o i moltissimi che hanno preferito contestare la politica non votando, delle proposte per risolvere i problemi che collocano la Calabria in fondo ad ogni classifica economica e sociale. Girando per la Calabria ho potuto vedere problemi e abbandoni storici. Mi sono dichiarato, dappertutto, per quello che sono: un imprenditore disposto a dare una mano, disinteressatamente, alla mia terra. Non voglio indagare i motivi per cui la Calabria continua a dare un forte consenso ad un sistema partitico delegittimato e improduttivo, ma questa strada non porta da nessuna parte. Non ci fa recuperare in credibilità come sistema-regione agli occhi degli italiani e senza fiducia, purtroppo, non ci saranno investimenti nazionali ed internazionali. In un Paese in cui i disoccupati hanno raggiunto la cifra di 2 milioni, in cui c’è una contrazione vistosa degli acquisti e la ripresa per le imprese è ancora un miraggio, mentre la politica non assume le scelte forti che tutti ci attendiamo, questo risultato calabrese acuisce la nostra arretratezza. Per me è stata una campagna elettorale entusiasmante, per le tante relazioni sincere che sono nate, per la nascita, al di fuori dei partiti, di un gruppo nutrito e variegato di dirigenti politici che prima non s’erano mai affacciati alla politica e il cui impegno ora andrà meglio plasmato e indirizzato; ma anche dura, specie per taluni attacchi ciechi e furibondi su cui nei prossimi giorni avremo modo di discutere. Nella nuova fase che inizia adesso, tuttavia, noi vogliamo esserci. Lo faremo con la consueta passione e sempre avendo come obiettivo il bene della Calabria. Per noi inizia un lavoro doppio: al nostro interno, per capire come strutturarci meglio e dotarci di ciò che finora non abbiamo avuto, un’organizzazione capillare e più razionale; all’esterno, per comprendere quali rapporti si possono costruire con le altre forze politiche, una volta che dentro taluni partiti si avvierà, come spero, una serena e costruttiva autocritica che miri a rendere protagonisti di questa stagione risorse giovani e fresche, competenze e intelligenze messe ai margini dalla vecchia politica e per calcoli sfacciatamente di potere di cui, nonostante i nostri sforzi, non siamo riusciti a liberare la Calabria.

La risposta di Pippo Callipo alle dichiarazioni di Nicola Adamo

Il tentativo di denigrare la mia reputazione e quella delle mie Aziende, messo in atto a un giorno dal voto dall’ex capogruppo del Pd Nicola Adamo, è il segno della gravità della degenerazione politica in Calabria. Si tratta di affermazioni false, pretestuose e con conclusioni farneticanti. Come se non degli imprenditori che disattendono gli impegni e “rubano” le risorse pubbliche occorresse occuparsi in questa regione, ma degli imprenditori seri, affidabili che creano ricchezza per tutti.

Le attività delle mie Aziende sono trasparenti. Il successo imprenditoriale del Gruppo Callipo è dimostrato dall´incremento costante del numero di dipendenti registrato da dieci anni a questa parte. La trasparenza ed il livello organizzativo sono certificati, tra gli altri, dal Ministero delle Finanze tramite l´Agenzia delle dogane con il rilascio del certificato di affidabilità doganale conseguito con il massimo punteggio e con i continui controlli che lo stesso Ente esercita sistematicamente.

I finanziamenti pubblici avuti dalle mie Aziende rientrato tutti – nessuno escluso – nelle previsioni della legislazione vigente e nessuna variante agli investimenti è stata mai apportata dopo la concessione dei finanziamenti pubblici: segno, questo, che i piani di investimento sono stati apprezzati e condivisi dagli Enti preposti. Chiunque – Guardia di Finanza e altre Autorità di controllo – può, in ogni momento (come già hanno fatto e stanno facendo nella normale attività di controllo) ispezionare contabilità, amministrazione, ed iter di ogni iniziativa condotta sempre con scrupolo, rispetto e corretto utilizzo del danaro pubblico e con il solo obiettivo di generare, alla luce del sole, ricchezza per il territorio e per la Calabria in termini di crescita di fatturato ed occupazione.

Le porte delle mie aziende sono state e sono spalancate e i bilanci trasparenti. I confusi riferimenti del sig. Adamo hanno un solo obiettivo: ingenerare il sospetto che Callipo sia un “prenditore” come tanti altri. Uno che ha incassato soldi pubblici e poi è scappato, o magari ha lasciato sul lastrico i lavoratori. Siamo all´oscenità politica e alla denigrazione gratuita della sana iniziativa economica privata che non si ferma neanche dinanzi al rischio di gettare, ingiustamente, ombre su aziende pulite, che danno lavoro a centinaia di persone e portano orgogliosamente nel mondo la qualità e la professionalità calabrese, mentre questi politici di quarto ordine lucrano superstipendi in cambio dei quali non danno niente alla collettività. Adamo, sul mio conto, su quello dei lavoratori e della mia attività economica dice solo stupidaggini frutto di questo clima rissoso e del nervosismo che genera l´idea che da qui a breve una vecchia classe politica, se i calabresi lo vorranno, potrà essere mandata a casa.

Parlo della stessa classe politica, compromessa col peggio dei “prenditori” e dell´affarismo con cui ha scialacquato un mare di risorse pubbliche il cui utilizzo ha prodotto ricchezza per pochi e povertà per la maggior parte dei calabresi. Tralascio di occuparmi dell´accusa di immoralità fattami da Adamo, le cui gesta sono note agli italiani, e veniamo ai punti da cui, secondo Adamo si desumerebbe che non ho le carte in regola per chiedere che questa brutta politica sia cacciata.
– Non mi sono mai auto assegnato “contributi pubblici a fondo perduto per oltre 10 milioni di euro” di cui avrebbero beneficiato due imprese come la EcoCall e la Callipo Conserve Alimentari. Il riferimento che fa Adamo è ad un contributo concesso nell´ambito del Patto territoriale della provincia di Vibo Valentia che ha interessato diverse aziende del territorio vibonese riunite in un unico soggetto che raggruppava iniziative imprenditoriali la cui trasparenza è stata comprovata dalla sottoscrizione preventiva di un “patto di legalità” con gli Enti di governo del territorio, le associazioni di categoria ed i sindacati. Nello specifico, la EcoCall, della quale il mio gruppo è socio limitatamente ad una quota del 25%, ha suoi organi amministrativi e sono loro che si occupano della gestione amministrativa e, quindi, anche delle vertenze con i lavoratori. Mi sono informato circa il lavoratore licenziato, “perchè colpevole di rivendicare l’applicazione del contratto di lavoro nonostante due sentenze ne disponessero la riassunzione”, cui fa riferimento Adamo. In realtà la EcoCall, previa attuazione del procedimento disciplinare, ha disposto il licenziamento del dipendente per cause che, afferendo alla sfera privata del lavoratore in questione, non è possibile citare. Successivamente, adeguandosi al disposto della sentenza di primo grado, la Società ha provveduto al suo reintegro e, ricorrendo in appello, con la nuova sentenza ha definitivamente risolto la vertenza con il lavoratore. Comportamento ineccepibile, dunque. Rispettoso di leggi e contratti. Riguardo ai contributi, alla società, sono stati concessi poco più di 3 milioni di euro che, opportunamente investiti, garantiscono ad oggi la regolare attività dell´azienda e la stabilità lavorativa di tutti gli altri dipendenti in organico. Circa le sei guardie giurate che furono utilizzate dalla EcoCall preme puntualizzare che il servizio viene da sempre svolto da personale alle dirette dipendenze di un Istituto di Vigilanza fornitore del servizio stesso. D´altro canto, come è noto a tutti, la vigilanza può essere svolta solo da ditte con specifiche autorizzazioni. Perciò questo personale non è alle dipendenze della EcoCall, ma dall´Istituto fornitore che emette regolare fattura alla EcoCall per il servizio prestato.
Riguardo la Callipo Conserve Alimentari, è stato riconosciuto un contributo pari ad € 1.160.000,00 circa che ha permesso, a fronte di un impegni di nuove assunzioni per 6 unità, l´inserimento in organico di ben 35 unità. Questi collaboratori, insieme a tanti altri assunti negli anni successivi, sono tutt´ora in organico con contratti a tempo pieno ed indeterminato, contrariamente a quanto avviene, purtroppo, in molte altre realtà del territorio. Come si evince, la somma dei due contributi ricevuti, pari a poco più di 4 milioni di euro, è ben lontana dai 10 milioni di euro cui fa riferimento Adamo.

– A proposito della presunta trasparenza imprenditoriale a cui, a dire di Adamo, farebbe riferimento la relazione del 29 febbraio 2008 della Corte dei Conti sui contributi pubblici nel settore turismo, c’è da osservare che, a fronte di tale osservazione, premesso che non c´è nessun dubbio circa la costituzione e le successive trasformazioni dello status dell´impresa, esistente dal 1973 e certificabile dagli atti camerali e fiscali, le somme ammesse in maniera definitiva pari ad euro 6.568.041,00 sono quelle effettivamente richieste fin dalla presentazione della domanda di contributo. Non si tratta, quindi, di una variante in corso d´opera, bensì del riconoscimento di un errore materiale nella pubblicazione degli importi dell’investimento e del relativo contributo, errore commesso in fase di delibera dal dipartimento delle attività produttive. La realizzazione di tale investimento, il cui costo effettivo ha superato anche questa previsione, rimanendo a totale ed esclusivo carico della proprietà, ad oggi assicura il posto di lavoro a tempo pieno a più di 30 dipendenti. Infine, Adamo fa riferimento alla quantità di risorse pubbliche utilizzate dal Gruppo Callipo e all’uso improprio del verbo cumulare per lasciare intendere che ci sia stato qualche atteggiamento truffaldino da parte nostra. Niente di più falso! Il Gruppo Callipo ha usufruito della possibilità di finanziamenti pubblici appositamente concessi per favorire lo sviluppo, sempre nel rispetto totale e rigoroso delle leggi e non l’ha mai fatto scappando o fregandosi i soldi, ma ha consentito di raddoppiare l’occupazione nelle mie aziende a vantaggio anche del territorio. La Regione che verrà c’è da sperare che faccia attenzione a quei “prenditori” che, ottenuti i finanziamenti pubblici disattendono gli impegni assunti, non creano nuova occupazione, anzi dirottano le somme percepite per altri fini.

Pippo Callipo

Provvedimenti dal sapore elettorale

I messaggi della Giunta Loiero hanno tutti un sapore elettorale. Non sa fare altro e lo ha dimostrato ampiamente, arrivando persino a sforare il Patto di stabilità. Si Caratterizza per l’abitudine ad utilizzare il denaro pubblico per conseguire le sue finalità elettorali. Nonostante tutto Loiero ha già perso, e proprio perché lo sa diventa oltremodo incosciente nella spesa, pur di racimolare qualche consenso. L’ultima. Ha programmato per la prossima Giunta un nuovo tariffario, non sappiamo ancora se d’oro o d’argento, per comprare il consenso dei laboratori di analisi, di radiologia e simili. Sta tentando di tutto dopo averli affamati per anni.

Dopo avere messo in pericolo la loro esistenza e l’occupazione. La sua Giunta è diventata una specialista per mettere in crisi il lavoro piuttosto che favorirlo. Oggi prova a recuperarli, pur sapendo che ciò non varrà nulla. E’ solo una trappola elettorale. E’, infatti, espressamente previsto nel Piano di rientro che deve essere l’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) ad elaborare il tariffario! I suoi tentativi sono giochetti ai quali non crede più nessuno.

La mia Giunta sarà garante della correttezza e dell’occupazione. Tutelerà l’imprenditoria privata sana, senza regalare nulla. Farmacisti, specialisti ambulatoriali e case di cura saranno nostri alleati, nel rispetto delle norme, per recuperare le rovine che erediteremo da Loiero. I calabresi per contribuire al rinnovamento hanno bisogno di verità. La mia idea di Calabria si fonda sulla certezza dei diritti e sul rispetto delle regole attraverso, però, l’attiva partecipazione ai processi decisionali degli operatori e della cittadinanza tutta.

Pippo Callipo