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PIPPO CALLIPO E MARIO OLIVERIO: “INCONTRO COSTRUTTIVO PER SALVARE LA CALABRIA”. ENTRAMBI ESPRIMONO “SOLIDARIETA’ AI 30MILA LAVORATORI CHE OGGI MANIFESTANO NELLE PIAZZE DELLA CALABRIA”

c3f3483749ee0d5f7ff72c9ec7937fcd_LSi è svolto stamattina, presso lo stabilimento Callipo a Maierato, l’incontro tra l’imprenditore Pippo Callipo e l’onorevole Mario Oliverio, candidato alle primarie del centrosinistra per la Presidenza della Regione. Al centro della discussione, dopo aver entrambi convenuto che la “Calabria ha bisogno, oggi come mai, di una politica composta da persone sane e di una guida che abbia solide competenze amministrative per rendere efficiente la Regione ed affrontare le emergenze più scottanti del momento”, una serie di temi di stringente attualità. Si è discusso  di  politiche credibili  per la difesa del lavoro che c’è (pubblico e privato), costantemente minacciato da violenti processi di riconversione spesso pilotati fuori regione;  di sviluppo produttivo da irrobustire, dando ossigeno alle centinaia di piccole imprese che operano nelle filiere tradizionali e nei settori più all’avanguardia, su cui, per qualità ed eccellente capitale umano, la Calabria può fare tantissimo per  risollevare il prodotto interno lordo; di un monitoraggio rigoroso della spesa comunitaria, utilizzata fin qui ‘a pioggia’ e d’ora in poi da finalizzare allo sviluppo reale e per l’ampliamento dell’occupazione; di  rispetto della legalità, sia nelle scelte politiche generali che in tutte le procedure  amministrative pubbliche, a capo delle quali vanno indicate persone competenti e integre sul piano etico; di sostegno all’azione della magistratura e delle forza dell’ordine contro la criminalità organizzata, ostacolo enorme per il riscatto della Calabria; della bonifica e potenziamento delle zone industriali, ipotizzando la requisizione dei capannoni sotto sequestro da assegnare agli artigiani non in grado di ottenere il  credito necessario per avviare attività produttive e di un’azione  risolutiva per fare di Gioia Tauro uno degli hub portuali del Mediterraneo, da cui l’intera regione possa trarre benefici importanti. Di questo e di tanto altro si è  discusso nel corso dell’incontro da entrambi considerato costruttivo, anche perché – hanno convenuto entrambi – può ben simboleggiare un sano confronto tra buona imprenditoria e buona politica su cui puntare per scacciare dagli spazi pubblici i “prenditori” in combutta con la politica affaristica e priva di scrupoli.  E  per avviare  un lavoro che possa togliere  la Calabria dalle secche in cui è finita, per  farle fare significativi passi avanti, in un Mezzogiorno in cui, benché il “gap” col Nord s’è allargato, vi sono aree che crescono ed altre, invece, come la Calabria che, non essendo riuscite a sciogliere i nodi storici del sottosviluppo, sono ancora alle prese col conflitto tra  modernità ed arretratezza. Condiviso pienamente da Oliverio l’appello di Pippo Callipo di “liberare la Regione dagli avventurieri” e di fare dell’Ente pubblico più importante della Calabria un amico dei calabresi onesti e non un loro  feroce avversario. Entrambi d’accordo, inoltre, sull’urgenza di unire le forze positive della regione per dare alla Calabria più autorevolezza nei tavoli romani ed europei, dove si giocano le partite più importanti, e più forza nel convincere le Istituzioni nazionali (Governo e Parlamento in primis) a non sottovalutare le emergenze calabresi. Pippo Callipo e Mario Oliverio, infine, nel sottolineare che oltre al contrasto alla  criminalità la Calabria ha necessità di dare, con immediatezza,  risposte esaurienti ai giovani senza lavoro ed ai padri di famiglia che non sanno più come sbarcare il lunario, hanno espresso  solidarietà  ai  30 mila lavoratori calabresi in mobilità che manifestano civilmente il loro disagio nelle piazze calabresi di Reggio Calabria, Catanzaro e Cosenza. “Qui – hanno sostenuto Callipo ed Oliverio – non solo la Calabria ma il Paese, se non si vuole mettere a rischio la stessa tenuta del sistema democratico, debbono trovare il modo di non lasciare soli le migliaia di  precari e di Lsu/Lpu  che legittimamente chiedono di essere ricollocati sul mercato del lavoro. La criminalità, che ormai è una minaccia internazionale, si fronteggia senz’altro con l’azione repressiva – hanno concluso – ma anche garantendo la dignità di un lavoro a tantissimi giovani e meno giovani che non possono essere più presi in giro”.

 

Accetto volentieri il confronto cui pubblicamente mi ha invitato l’onorevole Mario Oliverio

“Accetto volentieri il confronto cui pubblicamente  mi ha  invitato il  candidato alle primarie per la Presidenza della Regione del Pd, onorevole Mario Oliverio. E lo invito, considerata la sua fama di buon amministratore pubblico, a far visita alle mie aziende e, nell’occasione, discutere le questioni più urgenti che angustiano gli imprenditori calabresi che assicurano sviluppo produttivo nella legalità e difendono  il marchio della Calabria di qualità promuovendolo nel mondo. Perché, lo vorrei rimarcare,  oltre agli insuccessi  dei “prenditori”, favoriti  dalla peggiore politica intrecciata con spregiudicate consorterie affaristiche, che hanno gettato profondo discredito sulla nostra regione,  in Calabria c’è anche un’imprenditoria sana, robusta e intelligente da cui la buona politica avrebbe l’obbligo di ripartire.  Un sistema produttivo di piccoli e medi imprenditori che è stato ostacolato e mai sostenuto, perché ha pensato esclusivamente a tenere in piedi le proprie iniziative economiche secondo le regole del mercato. Trovo, però,  che spesso la politica, specie in questi giorni,  si concentri esclusivamente sulle apparenze, discuta solo a  slogan e crei artificiosamente polemiche generazionali, perché, evidentemente,  non ha competenza sui temi che davvero preoccupano i calabresi. Il che, se consideriamo la gravità impressionante delle  criticità economiche e finanziarie del sistema-Calabria e dell’Ente Regione, è assolutamente deplorevole.   Sfugge, e proprio da questa preoccupazione scatta il mio desiderio di dare una mano alla Calabria attraverso un impegno pubblico,  a chi ritiene di andare a governare la Regione  senza programmi affidabili, che il Paese è in ginocchio. E che soprattutto le aree più svantaggiate del Mezzogiorno come la Calabria, vivono una condizione d’incertezza che è giunta ad un  limite (segnalato anche oggi dal Corriere della Sera con un articolo di Sergio Rizzo sulle partecipate dalla Regione) oltre il quale   c’è solo l’abisso del fallimento. A fronte di  aziende costrette a chiudere, del pil che  crolla, dell’ aumento a dismisura dei disoccupati, manca la benché minima iniziativa dello Stato e della  Regione per fronteggiare le emergenze  con un welfare efficiente e un piano per lo sviluppo ed il lavoro con cui ridare speranze alla Calabria.  La politica  di tutti questi decenni ci ha condotti al punto di avere una Calabria che sta morendo nell’indifferenza persino delle Istituzioni nazionali. Noto, però, anche da alcune critiche che mi vengono mosse, che anche dinanzi all’attuale sfascio finanziario ed amministrativo  della Regione,  provocato dagli sperperi e dall’uso  improprio della spesa pubblica, si vorrebbe andare avanti come sempre. Il che a mio avviso non è solo da  irresponsabili ma anche da criminali considerata la disperazione di tanti padri di famiglia e lo sconforto dei nostri giovani che rifiutando di presentarsi col capo chino alle segreterie dei tanti politicanti sono costretti alla fuga”.

Pippo Callipo

“UNA LISTA CIVICA DEI CALABRESI ONESTI PER SALVARE LA CALABRIA”

Riscontro che la stampa, nel riferire dell’ultimo sondaggio a cura del Pd, dopo quello farlocco di qualche settimana addietro  di Swg, si sofferma sul mio nome, segnalandolo come  tra i  più  noti. Ringrazio di cuore  i cittadini che mi onorano della loro simpatia e la stampa che – nonostante le chiusure del Pd e dei  luogotenenti renziani – impediscono che oltre al rinnovamento negato, alla Calabria  sia negata anche  la verità. In tal caso, la verità su chi i calabresi, interpellati,  individuano come la personalità più indicata per consentire alla nostra regione (la più povera) una svolta.  D’altra parte, i sondaggi li puoi anche  taroccare, ma fino a un certo punto. Perché, se l’obiettivo è annacquare la forza di un personaggio stimato  ma disponi soltanto di personalità con scarso appeal, non c’è manipolazione che tenga. Così sta accadendo che il mio nome, di riffa o di raffa, nei sondaggi fin qui elaborati  per la scelta del candidato alla Presidenza della Regione, si impone e fa riflettere. Purtroppo, anche quando questi  espedienti  vengono denunciati, non si  riesce ad intaccare il gioco che esclude chi è pronto – come il sottoscritto – a rompere il patto di potere lobbistico e trasversale, che  va avanti da almeno vent’anni e decide le sorti della regione e  che, favorendo carriere politiche immeritate  ha come solo obiettivo l’utilizzo discrezionale della spesa pubblica.  Sorprende  come sia possibile che le Istituzioni nazionali, Presidenza della Repubblica, Parlamento e Governo, pur consapevoli del disastro sociale, politico ed etico in cui versa una regione del Paese dove succede di tutto ed in cui la criminalità organizzata si rafforza anche a causa della sfiducia dei cittadini verso la classe politica regionale, non intendano muovere un dito per impedire che in Calabria tutto resti come sempre.  Il sottoscritto, dopo alcuni tentativi volti a rendere possibile  il cambiamento assieme a quella politica che a parole si dice favorevole alla rottamazione e che addirittura vorrebbe azzerare un’intera classe dirigente, ha preso atto che, anche questa volta, i big della politica preferiscono voltarsi dall’altra parte. La Calabria, pur sapendo  che è  strangolata dalla crisi economica, che ha la peggiore classe dirigente ed è una terra condizionata dalla mafia,  non è affare loro! Vogliono che  se la sbrighi da sé, pur convinti che a prevalere saranno i soliti noti e le solite consuetudini incentrate sulla disamministrazione del bene pubblico. Se si comportano cosi perché  sono consapevoli di non essere dei veri Statisti e che l’importante è illudere i cittadini con un cambiamento scisso da fatti concreti, oppure perché preferiscono avere una Calabria sottomessa, non saprei dire.  Tuttavia, siccome a pagarne il costo, se lo scenario sarà quello che si prefigura,  saremo noi imprenditori, noi cittadini, noi calabresi, e visto che i sondaggi, aldilà del loro uso strumentale, ripropongono l’esigenza del rinnovamento, il sottoscritto sarebbe anche disponibile a lanciare, nella competizione del 23 novembre per la Regione, una Lista civica per salvare la Calabria. Alla condizione che siano i calabresi migliori ad accompagnarmi. I calabresi che a migliaia, se non avranno un’occasione di cambiamento, non andranno a votare.  C’è chi mi sussurra che non c’è più tempo e che gli accordi per vincere le elezioni, da parte dei soliti partiti, sono già in cassaforte e che a me converrebbe ritagliarmi uno spazio di gestione nella squadra di chi vince;  che insomma la Lista civica sarebbe come Davide contro Golia. Io so quanto sia difficile schierarsi contro apparati organizzati. Nel 2010, con lo slogan “Io resto in Calabria”, l’ho già sperimentato. Ma se davvero vogliamo riscattare questa nostra  Calabria un tentativo va fatto.  Ai giovani, agli onesti, ai calabresi, ai “senzanome” che amano la loro terra, io dico di provarci.

Pippo Callipo