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Accetto volentieri il confronto cui pubblicamente mi ha invitato l’onorevole Mario Oliverio

“Accetto volentieri il confronto cui pubblicamente  mi ha  invitato il  candidato alle primarie per la Presidenza della Regione del Pd, onorevole Mario Oliverio. E lo invito, considerata la sua fama di buon amministratore pubblico, a far visita alle mie aziende e, nell’occasione, discutere le questioni più urgenti che angustiano gli imprenditori calabresi che assicurano sviluppo produttivo nella legalità e difendono  il marchio della Calabria di qualità promuovendolo nel mondo. Perché, lo vorrei rimarcare,  oltre agli insuccessi  dei “prenditori”, favoriti  dalla peggiore politica intrecciata con spregiudicate consorterie affaristiche, che hanno gettato profondo discredito sulla nostra regione,  in Calabria c’è anche un’imprenditoria sana, robusta e intelligente da cui la buona politica avrebbe l’obbligo di ripartire.  Un sistema produttivo di piccoli e medi imprenditori che è stato ostacolato e mai sostenuto, perché ha pensato esclusivamente a tenere in piedi le proprie iniziative economiche secondo le regole del mercato. Trovo, però,  che spesso la politica, specie in questi giorni,  si concentri esclusivamente sulle apparenze, discuta solo a  slogan e crei artificiosamente polemiche generazionali, perché, evidentemente,  non ha competenza sui temi che davvero preoccupano i calabresi. Il che, se consideriamo la gravità impressionante delle  criticità economiche e finanziarie del sistema-Calabria e dell’Ente Regione, è assolutamente deplorevole.   Sfugge, e proprio da questa preoccupazione scatta il mio desiderio di dare una mano alla Calabria attraverso un impegno pubblico,  a chi ritiene di andare a governare la Regione  senza programmi affidabili, che il Paese è in ginocchio. E che soprattutto le aree più svantaggiate del Mezzogiorno come la Calabria, vivono una condizione d’incertezza che è giunta ad un  limite (segnalato anche oggi dal Corriere della Sera con un articolo di Sergio Rizzo sulle partecipate dalla Regione) oltre il quale   c’è solo l’abisso del fallimento. A fronte di  aziende costrette a chiudere, del pil che  crolla, dell’ aumento a dismisura dei disoccupati, manca la benché minima iniziativa dello Stato e della  Regione per fronteggiare le emergenze  con un welfare efficiente e un piano per lo sviluppo ed il lavoro con cui ridare speranze alla Calabria.  La politica  di tutti questi decenni ci ha condotti al punto di avere una Calabria che sta morendo nell’indifferenza persino delle Istituzioni nazionali. Noto, però, anche da alcune critiche che mi vengono mosse, che anche dinanzi all’attuale sfascio finanziario ed amministrativo  della Regione,  provocato dagli sperperi e dall’uso  improprio della spesa pubblica, si vorrebbe andare avanti come sempre. Il che a mio avviso non è solo da  irresponsabili ma anche da criminali considerata la disperazione di tanti padri di famiglia e lo sconforto dei nostri giovani che rifiutando di presentarsi col capo chino alle segreterie dei tanti politicanti sono costretti alla fuga”.

Pippo Callipo

Scopelliti dia segnali forti sulla trasparenza

A Giuseppe Scopelliti vanno i miei sinceri auguri di buon lavoro. Al neo Presidente della Regione, dato che l’Italia è dentro una preoccupante crisi economica da cui si evince che il Sud avrà davanti a sé una strada in salita, mi permetto di suggerire alcuni argomenti a cui prestare attenzione. Il primo, è l’utilizzazione produttiva della spesa pubblica da parte della Regione e l’eliminazione di enti e strutture del tutto superflue su cui la Corte dei Conti non ha fatto mancare acuti rilievi e che, mentre consumano risorse preziose e non generano ricchezza per la collettività, costituiscono sacche di parassitismo che non aiutano né l’imprenditoria sana né le fasce sociali meno abbienti. Il secondo argomento, è la trasparenza degli atti amministrativi e legislativi della Regione. Il presidente Scopelliti s’impegni a ridare massima diffusione ed autorevolezza al Burc, che non deve essere uno strumento di potere in mano ad amministratori spregiudicati ma utile per far conoscere ai cittadini gli atti sia della Giunta che del Consiglio Regionale i cui dibattiti sarebbe auspicabile che venissero trasmessi in diretta dalle televisioni, affinché i calabresi si possano rendere conto della qualità delle discussioni e della produttività delle sedute. Sulla qualità legislativa non ci sono parole. E’ stata sempre piegata ai disegni della “casta”, finora è stata pessima e il Consiglio regionale della Calabria, approvando leggi elettorali opache e contorte e addirittura poco prima del voto, ha dimostrato tutta la sua pochezza etica prima che istituzionale, senza dire delle tante leggi impugnate dal Governo per vizi di costituzionalità che hanno fatto di questo Consiglio regionale uscente lo zimbello del Paese. Scopelliti ponga rimedio a queste sconcezze, rendendo presto operativa la Consulta Statutaria, che la maggioranza uscente ha abrogato dallo Statuto mentre ha approvato la figura oscena del Consigliere regionale supplente che spero non sia, se non vogliamo far ridere l’Italia, mai applicata. La Consulta statutaria deve però essere composta da esperti di diritto non nominati dai partiti, ma da figure da scegliere con criteri obiettivi ed a salvaguardia della stessa Istituzione, affinché professionisti seri ed equilibrati possano dare alle leggi regionali perlomeno il crisma dell’affidabilità tecnica. Sono inoltre sicuro che, anche per sua autotutela, il presidente Scopelliti vaglierà, con l’ausilio di tecnici di sicura scienza giuridica, i decreti, le delibere e tutti gli atti assunti nelle ultime settimane dalla Giunta uscente che hanno fatto strame dell’interesse pubblico e che debbono essere annullati o revocati. A mio avviso c’è bisogno, dopo questi sfortunati cinque anni, di ripristinare il principio di legalità nella Regione, di pubblicare, senza indugi, l’elenco di tutti i consulenti di qualsiasi specie pagati dalla Regione con i profili professionali e i risultati conseguiti. Così come bisogna verificare se i premi che direttori generali e dirigenti incassano sono soggetti a verifica rigorosa o fatta invece all’acqua di rose. Bisogna fare in modo che la Regione, aldilà del colore politico di chi la governa, si presenti al più presto al cittadino come un’Istituzione di vetro, affidabile, in cui chiunque può vedere cosa accade e in cui, soprattutto, accadono cose lecite e volte a fare gli interessi generali. Inutile, infine, che io ricordi al Presidente che sullo stato del bilancio della Regione è necessario dire parole definitive e che sulla sanità c’è l’urgenza di commissariarla, per avere dei punti fermi da cui ripartire. Il Presidente adesso è in carica per cinque anni, ma il buongiorno si vede dal mattino e se la presa di distanza dalle pratiche di malgoverno ci sarà o meno, stia sicuro che i calabresi se ne accorgeranno subito.

Auguri al neo-presidente Scopelliti

Caro Presidente Scopelliti, auguri e buon lavoro. Sui temi della legalità, della trasparenza amministrativa e dello sviluppo conta sul mio sostegno. Ripristinare la legalità, all’interno di ogni attività della Regione, è un atto fondamentale, se vogliamo recuperare credibilità dinanzi all’Italia. D’altronde, se la Calabria non recupera la fiducia del Paese difficilmente potranno arrivare investimenti nazionali ed internazionali, e purtroppo, come sai, se la regione non riduce il gap tra consumi e produttività anche l’autonomia politica delle sue scelte sarà sempre debole. Se sono vere le enunciazioni che hai fatto nel corso della campagna elettorale contro lo sperpero delle risorse pubbliche e per la massima trasparenza nella gestione della Regione, ora a te l’onere dei fatti.

Aspettiamo decisioni, atti, decreti e provvedimenti di legge che invertano la tendenza al declino che da 10 anni caratterizza in modo assai preoccupante la Regione. Ci sono argomenti scottanti, dalla sanità alla partecipazione della Regione in Enti che perdono soldi e servono solo a tenere consulenze e incarichi, che esigono decisioni immediate e tranchant.

Mi auguro che da te partano subito segnali forti e rigorosi. Sulla sanità mi pare che anche tu, come me, più volte hai chiesto il commissariamento per mettere fine all’oscurità che c’è nel settore che ha bisogno immediatamente di un Dipartimento efficiente, trasparente e competente. I calabresi hanno diritto di sapere come stanno le cose, cosi come hanno diritto di sapere in che condizioni versa il Bilancio della Regione.

Ti consiglio, a tal proposito, non un luminare magari importato chissà da dove, ma due o tre ragionieri della vecchia scuola che sanno leggere i numeri e fare le somme, cosi da farci sapere se la bancarotta è vicina o cosa occorra fare subito per evitarla. L’ultimo periodo di gestione clientelare della Regione che è servito a portare in Consiglio Regionale buona parte della vecchia politica, dovrà essere, mi auguro, passato al setaccio, i provvedimenti illeciti o nocivi agli interessi generali revocati senza esitazione.

Occorre rendere pubbliche le attività di Enti finanziati dalla Regione per intero o quasi, procedere immediatamente, come segnala la Corte dei Conti, all’inventario dei beni immobili di cui è proprietaria la Regione. Dopo 40 anni è insopportabile, e mi chiedo come sia stato possibile, apprendere che la Regione mentre paga fitti milionari non sa neppure di cosa è proprietaria e quanto gli rendano queste proprietà!

E’ urgente portare l’indennità dei consiglieri alla pari con quella della Regione Toscana, insomma moralizzare la politica e dare un segnale di cambiamento ai calabresi. Su questi temi la vigilanza del “popolo” che mi sostiene e che ha mi ha dimostrato fiducia, sarà massima. Un consiglio, infine, da fratello maggiore: attento agli inciuci. Sono il male oscuro della Calabria e hanno, in alcune città, un’evidenza solare, se ne accetti uno, anche di minima portata, gli altri poi verranno inevitabilmente. E anche tu sari risucchiato nel connubio opaco che fino ad ora ha dimostrato ai calabresi che nel Governo della Regione al peggio non c’è mai fine.

Pippo Callipo