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Giovani, insieme per il futuro della Calabria

Il 3 dicembre ci si incontrerà al Popilia Resort per un incontro molto importante in cui si discuterà del triste circuito che vede il mondo della malavita troppo perfettamente integrato con quello della politica e dei  “prenditori”, così definiti dal nostro caro Pippo Callipo tempo addietro, a proposito di quel tipo particolare di imprenditore che, per avere maggior guadagno è disposto a qualsiasi azione….. Continua a leggere

Venga con me la sinistra che non si rassegna


La sinistra che non si sente rappresentata dall’on. Loiero si organizzi con una sua lista o decida assieme a me le forme della sua partecipazione. Sia però protagonista del rinnovamento della Calabria, tiri fuori la grinta che ha e rifiuti la logica del “meno peggio”. E’ uno spreco non mettere insieme le forze sane di cui disponiamo per un vero progetto di rottura col passato. O la politica fa un salto di qualità o è destinata a diventare del tutto marginale nei confronti dei poteri forti, della burocrazia collusa, dell’illegalità organizzata. Se la politica non ha uno scatto di orgoglio e non indica delle mete realistiche ai calabresi, saremo destinati a rimanere l’ultima regione d’Europa. Abbiamo il dovere di imprimere una svolta radicale al sistema, dobbiamo fare in Calabria una rivoluzione pacifica ma profonda e che non lasci nulla uguale a prima. Con me la sinistra non corre il rischio di non avere spazio, ruolo e voce. No al Ponte senza se e senza ma, no al nucleare, no al malaffare e all’illegalità, no alle clientele, all’assistenzialismo partitocratico, all’idea che a far carriera debbano essere gli amici degli amici, i figli, i nipoti. La sinistra selezioni i suoi punti di forza, le sue idee per lo sviluppo e, insieme, poniamo al centro del dibattito la questione morale. Solo così potremo sfidare il centrodestra e, con un’identità ben delineata e rappresentata, essere credibili. Non arrendiamoci al “meno peggio” che significa non cambiare niente, ricadere nell’errore già commesso. Noi siamo cittadini liberi, crediamo in una società più giusta, perciò non possiamo esitare nel lanciare la sfida al vecchio potere che si nutre di spesa pubblica e clientele. Se non ora quando? Se non ora, dopo le speranze deluse da un centrosinistra che nella gestione della Regione, dal 2005 al 2010, non si è discostato da quanto di grave aveva fatto il centrodestra nel 2000-2005, quando?

La burocrazia: vero ostacolo allo sviluppo


L’appello del neo presidente dei giovani imprenditori è musica per le mie orecchie. Condivido ogni richiesta di Sebastiano Caffo, una per una. Per me la burocrazia è un ostacolo allo sviluppo, non a caso l’ho definita la mafia con la penna. Io sono del parere che la prima operazione da fare, da parte della nuova Regione, sia di riqualificare la spesa, destinarla a fine produttivi, sottraendola, in tal modo, alla discrezionalità dei politici. Invito tutti gli imprenditori seri di questa terra, le persone che hanno ancora a cuore la dignità del lavoro e continuano a mettere, nonostante l’immoralità con cui questa politica tenta di contagiare la società civile, l’interesse generale al centro del loro impegno, a guardare al cattivo uso che la Regione continua a fare delle risorse pubbliche. Il bilancio di cui discutono oggi in Consiglio, è privo di punti di forza riconoscibili, in grado di affrontare le questioni serie che penalizzano la Calabria, proprio mentre la classe politica asserisce, contemporaneamente, di essere preoccupata per la crisi economica e la disoccupazione. Alla Calabria questa classe politica asserragliata nel suo fortino, che ritiene di poter fare a meno dell’apporto delle migliori istanze della società civile, dovrebbe spiegare perché mai il bilancio è un’accozzaglia indecorosa di decisioni senza alcuna finalità pregnante, la spesa a pioggia di sempre che genera clientele, assistenza e mai sviluppo produttivo. Quando dico che prima di ogni altra cosa in questa regione è urgente fare una rivoluzione pacifica per mettere nei posti chiave della politica nuovi volti, competenze vere, professionalità ed espressioni autentiche della società civile intendo dire, per esempio, che non è più tollerabile un bilancio piegato agli interessi di questo o quel consigliere regionale che utilizza risorse pubbliche per acquisire consenso elettorale. Non è più accettabile un bilancio della Regione condizionato dall’assistenzialismo più deplorevole che genera dipendenza e sottosviluppo. Ora però è tempo di dirle tutti assieme queste cose.